Quel pasticciaccio della metro C

Cantieri_metro_CL’ad Bortoli ritira le dimissioni. Roma Metropolitane ribadisce le critiche alla proposta di project financing

 

ROMA – Rientrano le dimissioni di Federico Bortoli dalla carica di amministratore delegato di Roma Metropolitane. Dopo l’incontro di ieri con il sindaco Alemanno e l’assessore alla mobilità Aurigemma, l’amministratore delegato ha ottenuto l’impegno dell’amministrazione per la copertura sia politica che finanziaria della linea C.

Da una parte infatti c’è l’azienda del Comune che sta portando avanti la realizzazione del primo tratto della metropolitana, Pantano – Colosseo, e subisce i rimproveri della Corte dei conti sul vertiginoso aumento dei costi (dai circa 2 miliardi del ’90 ai 5 di oggi), sui sontuosi collaudi e sulla rinuncia a “qualificanti opere integrative e complementari”. A quei rilievi comunque Roma Metropolitane ha replicato punto per punto, sopratutto riguardo ai costi di realizzazione che, rispetto ai preventivi, sono aumentati solo del 6,4% per la tratta Pantano-San Giovanni e del 12% per l’intera tratta Pantano-Colosseo.

Dall’altra parte c’è l’amministrazione comunale che, a corto di quattrini, non sa che pesci prendere per completare l’opera. E in mezzo l’associazione temporanea di imprese formata da tutti i big del settore (Astaldi, Vianini, CCC, Ansaldo Trasporti e Sistemi Ferroviari) che già sta costruendo la prima linea e si è dichiarata disponibile a realizzare in project financing anche il tratto Colosseo – Mazzini.

Tracciato_LineaC

Ma qui cominciano, anzi proseguono i guai, perché la proposta dei costruttori viene giudicata dal concedente (Roma Metropolitane) tecnicamente complessa ed economicamente sproporzionata, dal momento che l’esborso finanziario complessivo a carico dell’amministrazione, tra contributi in conto impianti e canoni di gestione, supererebbe i 10 miliardi di euro. Comunque i principali rilievi della SpA municipale sono:

– Il piano di valorizzazione immobiliare presentato coinvolge numerose aree che non sono nella disponibilità di Roma Capitale e quindi è in gran parte inattuabile

– I prezzi di riferimento per la realizzazione dei lavori sono stati attualizzati al 2018 con un incremento rispetto ai prezzi attuali del 15%

– I rischi di costruzione e di gestione della linea sono stati in parte lasciati in capo a Roma Capitale mentre il proponente avrebbe dovuto come futuro Concessionario assumerli completamente con pieno obbligo di risultato sia in fase di costruzione che di gestione

– Il costo ipotizzato per la gestione della linea risulta essere significativamente superiore al costo che Roma Capitale oggi sopporta per le linee esistenti come contratto di servizio con ATAC Spa

– Il proponente ipotizza in caso di accoglimento della proposta un affidamento diretto in suo favore, mentre Roma Metropolitane ha evidenziato che questo sarebbe illegittimo e si dovrebbe comunque procedere ad una gara pubblica ponendo a base della procedura la proposta formulata da Metro C (su questa pregiudiziale pare che anche l’amministrazione si sia convinta)

La dimostrazione che le dimissioni di Bortoli non fossero un bluff o una sua impuntatura personale, ma andassero al cuore del problema dell’infrastruttura la si è avuta nell’invito di tutte le forze politiche e amministrative a ritirarle. Ora si riparte da un punto fermo: l’opera da Pantano a Colosseo è interamente finanziata e i cantieri della tratta da San Giovanni al Colosseo aprono ad aprile, con tracciato e stazioni definitivamente approvati. I giochi dunque si riaprono e torna sul tavolo di Alemanno  la proposta di project financing che, pur considerata da molti una strada impervia ma necessaria, dovrà necessariamente passare attraverso una rigorosa rinegoziazione delle condizioni di capitolato.

Intanto per i cittadini romani l’unica cosa certa è il cronoprogramma di realizzazione dell’opera che si sposta continuamente in avanti. Ammesso infatti che si faccia, perchè la metro C arrivi alla Farnesina ci vorranno ancora a dir poco dieci anni.

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