Tutti pronti per la riforma fiscale: ecco i dettagli

mano.casa.euroVenerdì l’approvazione alla Camera. Si all’abbassamento dell’Iva e al taglio dell’Irpef per i meno abbienti

ROMA – Verrà presentato oggi in Consiglio dei Ministri il testo sulle riforme fiscali che passerà alla definitiva approvazione il prossimo venerdì. Il governo tira le fila della questione economica avviando una serie di mosse nella direzione della semplificazione, grazie a un decreto legge e una nuova delega fiscale. Nel mirino della riforma, non solo la semplificazione degli adempimenti tributari ma anche un deciso giro di vite contro l’evasione fiscale.

I punti più interessanti della riforma in atto riguardano il tentativo di scongiurare il previsto aumento dell’Iva di due punti, il taglio dell’Irpef per i meno abbienti e una revisione degli sconti fiscali che tenga conto dei più bisognosi e delle famiglie numerose.

Vediamo nel dettaglio quali saranno i probabili interventi dell’esecutivo.

Per cominciare, la lotta all’evasione fiscale. Sembra confermata la possibilità di un ritorno dell’elenco clienti fornitori per semplificare la gestione contabile delle imprese, cancellando l’obbligo per i commercianti di inviare una comunicazione all’Amministrazione Finanziaria per ogni acquisto di importo superiore ai 3.000 euro. D’altra parte però, sempre per le imprese del commercio, sono in arrivo nuove sanzioni per chi non emette scontrini o fa dichiarazioni false. Le norme anti-evasione prevedono che i contribuenti soggetti agli studi di settore colpevoli di errori od omissioni incorreranno in accertamenti analitico-induttivi che scatteranno in automatico e non potranno più cavarsela con la semplice sanzione pecuniaria come avviene ora.
Nel 2011 l’amministrazione finanziaria è riuscita ad incassare ben 11 miliardi di euro dagli evasori e nel 2012 si prevede un ulteriore incremento del gettito visto che le nuove norme in materia di utilizzo dei dati bancari ed i blitz fatti recentemente in diverse città dovrebbero avere un notevole effetto deterrente. Questo aumento del gettito per le casse dello Stato contribuirà dunque ad alleggerire anche la pressione fiscale a carico delle imprese. “Abbiamo l’obiettivo di ridurre il disavanzo pubblico, ma di far affluire ai contribuenti onesti in forma di minori tasse il gettito di maggiore lotta all’evasione”, ha dichiarato Mario Monti. I proventi della lotta all’evasione dal 2014 saranno in parte destinati “a misure anche non strutturali di sostegno del reddito di soggetti appartenenti alle fasce di reddito più basse, con riferimento all’incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico”.

Un’altra importante novità potrebbe riguardare l’esenzione riservata alla Chiesa dalla nuova tassa chiamata Imu (Imposta municipale unica), che la manovra finanziaria ha sostituito alla vecchia Ici. Da quanto si apprende però l’esonero dovrebbe riguardare esclusivamente gli immobili non commerciali. Inoltre, dovrà probabilmente essere presentata la cosiddetta dichiarazione, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sorge il presupposto impositivo, quindi il 30 giugno 2013, oppure l’anno successivo ad un cambio rilevante nella situazione del proprietario (ad esempio, la vendita).

Altro punto fondamentale su cui è concentrato l’esecutivo è l’attuazione di alcune norme al fine di scongiurare l’aumento previsto di due punti percentuali dell’Iva ( e nel 2014 potrebbe esserci un ulteriore aumento di mezzo punto). Tuttavia in molti hanno sollevato dubbi sull’aumento in una fase recessiva come questa (i consumi infatti potrebbero subire un duro colpo), e quindi i tecnici studiano quali  interventi potrebbero evitare la modifica delle aliquote Iva.
Le revisioni dovrebbero includere la riduzione delle aliquote fiscali Irpef, attualmente al 23% e al 27%, ma non le agevolazioni fiscali attualmente in vigore (oltre 700). Per queste bisognerà presumibilmente attendere un “decreto regolamentare”.

Un altro elemento fondamentale dell’intervento riguarda la razionalizzazione della spesa pubblica volta a evitare il più possibile gli sprechi. In quest’ottica entro fine maggio si introdurrà a tutti gli effetti il regime dello spending review, letteralmente “revisione della spesa”. Si tratta di un’analisi, introdotta nella finanza italiana dall’ex ministro dell’Economia Padoa Schioppa, dei capitoli di spesa nell’ambito dei programmi delle attività da attuare da parte dei singoli dicasteri al fine di individuare le voci passibili di taglio, per evitare inefficienze e sprechi di denaro. Il focus di questa azione di bilancio è quello di pervenire a un più efficiente controllo nell’utilità effettiva della spesa pubblica. In diversi ministeri sono state già avviate accurate revisione dei bilanci, in modo da capire in maniera dettagliata come vengono spesi i soldi pubblici. L’obiettivo è di standardizzare tutti i costi che vengono sostenuti divisi in capitali di spesa e verificare poi se i centri di spesa sono al di sopra o al di sotto della media fissata dallo spending review. Da notare che il risparmio generato dal sistema potrebbe arrivare a 10 miliardi l’anno.

Infine nel decreto legge potrebbero trovare spazio anche delle norme volte ad alleggerire le modalità di riscossione dei debiti tributari da parte di Equitalia, evitando il blocco delle attività per le imprese morose perché in difficoltà economica a casa della crisi. A suggerire questo tipo di misure è stata Equitalia stessa, protagonista recentemente di aspre contestazioni anche tramite violente manifestazioni di dissenso.

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