09:40 | Protesta agricoltori in via Palestro per mancati pagamenti Stato

Sono già un migliaio di agricoltori della Coldiretti provenienti da diverse regioni d’Italia che con un blitz sono giunti a Roma per chiedere conto dei mancati pagamenti da parte dello Stato che stanno facendo chiudere le aziende esposte, per colpa della stretta creditizia, anche al pericolo usura.

Gli agricoltori siciliani, pugliesi, lucani, marchigiani piemontesi e laziali si trovano in via Palestro 81 a Roma e stanno cercando di entrare in Agea, che è l’ente pagatore dello Stato per i fondi comunitari, per chiedere quanto gli spetta, dopo aver atteso in alcuni casi inutilmente per anni.

“Sono almeno 40mila i crediti inevasi dello Stato nei confronti degli agricoltori che con un blitz sono giunti a Roma per chiedere conto dei mancati pagamenti che stanno facendo chiudere le aziende. Stanchi di aspettare in alcuni casi per anni gli agricoltori hanno chiesto di sapere che fine hanno fatto i pagamenti che gli spettano”.

Lo annuncia una nota della stessa Coldiretti citando alcuni casi: “Dalla Basilicata è arrivato Aliani Serafino che deve avere 30mila euro per una pratica del 2007 mentre il piemontese Carletto Giampiero con i terreni a pascolo attende pagamenti per 18mila euro dal 2003. Cecilia Santacroce dalla Puglia deve avere 11800 euro, Daniela Monaldi che produce biologico nelle Marche 2800 euro, Salvatore Canicatti dalla Sicilia 5160 euro e Angelo Rossi che conduce una azienda nel Lazio deve avere 11600 euro dal 2009. I casi sono vari e numerosi ma hanno come comune denominatore il mancato riconoscimento di quanto dovuto. Senza dimenticare le situazioni che si sono risolte dopo anni di attesa che hanno messo in sofferenza le aziende”.

Siamo di fronte, evidenzia l’organizzazione agricola, “ad uno Stato a due facce: inflessibile quando deve chiedere con Equitalia, lento e insolvente quando deve dare con Agea. Ci aspettiamo che il reinsediato presidente dell’Agea Dario Fruscio che aveva avviato un processo di efficienza e di trasparenza possa riprendere con determinazione quel percorso per risolvere i casi del passato, ma anche per migliorare la futura gestione dell’Agenzia, nell’interesse dell’agricoltura italiana”.

La Coldiretti annuncia infine che “il presidio continuerà anche il 23 febbraio quando a manifestare davanti all’Agea saranno gli agricoltori della Coldiretti provenienti da Campania, Abruzzo, Lazio, Umbria, Friuli Venezia Giulia e Sardegna”.

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