Acea promette vacche grasse agli azionisti

Acea_sliderApprovato dal Cda il piano industriale 2012-2016. Tutti i fondamentali dell’azienda col segno positivo

 

ROMA – Le premesse del piano industriale appena approvato dal Consiglio di amministrazione dell’Acea non si discostano da quelle di rito: crescita in tutti i settori di attività, efficienza operativa e organizzativa, qualità dei servizi, sostenibilità e valorizzazione delle opportunità di espansione. Il tutto, tradotto in cifre, da qui al 2016 significherà una crescita media annua del margine operativo pari al 6,2%, una posizione finanziaria netta negativa di 1.829 milioni di euro alla fine del periodo (ma in miglioramento tendenziale) e un monte investimenti complessivo di 2,3 miliardi di euro, concentrato per il 70% nelle attività idriche ed elettriche. Nulla è detto invece, almeno nelle sintesi del piano rese note, sull’occupazione nel prossimo quinquennio.

Per quanto riguarda in particolare le aree di attività, nel settore idrico “l’obiettivo è quello di consolidare la posizione di leadership in Italia”, senza escludere a priori che si possano anche rivedere in futuro i confini del perimetro operativo se interverranno nuove disposizioni regolatorie, pur nel rispetto degli esiti referendari del giugno scorso.

In campo energetico, “Acea si propone di migliorare la redditività nell’attività di distribuzione di energia elettrica, di implementare i progetti nelle smart grid, nell’efficientamento energetico e nell’ammodernamento delle reti”. Nello stesso settore particolare attenzione sarà posta nell’approvvigionamento delle materie prime per garantire un’adeguata copertura dei fabbisogni e difesa dei margini commerciali. Al termine del periodo di piano la produzione di energia elettrica raggiungerà i 713 miliardi di kwh, la vendita si avvicinerà a quota 14.000 miliardi e la vendita di gas raggiungerà i 433 milioni di metri cubi.

Nel settore ambientale, considerato ad elevato potenziale, è previsto “lo sviluppo di nuove iniziative e l’implementazione di alcuni progetti già avviati: revamping della linea di S.Vittore e dell’impianto di Terni, ampliamento dell’impianto di Paliano per la produzione di combustibile da rifiuti e degli altri impianti per il trattamento di rifiuti organici, il compostaggio e la digestione anaerobica dei rifiuti.

Scontato il compiacimento per l’approvazione del piano industriale da parte del presidente e dell’amministratore delegato della più importante società comunale. “Il piano – ha commentato Giancarlo Cremonesi – conferma la capacità del nostro gruppo di creare valore per il territorio e per gli azionisti, attraverso i programmi di efficienza, l’ottimizzazione degli investimenti e il miglioramento dei flussi di cassa”.

Qualche perplessità desta, come già detto, la scarsa informazione sui livelli occupazionali del gruppo e sulla policy generale di sviluppo dell’azienda. In particolare la “creazione di valore per gli azionisti attraverso l’incremento della redditività e la realizzazione di un piano di dividendi sostenibile”, indicata tra le principali linee strategiche, può far pensare ad una pressione degli azionisti privati dell’Acea per una politica di pay-out più ricca e generosa. Il Comune per primo ne sarebbe certamente lieto, purchè non andasse a discapito degli investimenti e della valorizzazione delle risorse umane dell’azienda.

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