Il Museo Geologico rischia di chiudere i battenti

marmo_anticoLa collezione di oltre 150mila reperti tra cui preziosi marmi antichi è già chiusa al pubblico. L’appello allo Stato

 

ROMA – Tira una brutta aria sui musei. Tra questi c’è il museo Geologico in via di Largo Santa Susanna, la più importante collezione geologica del Paese, da mesi non più aperta al pubblico che rischia di essere definitivamente chiusa e immagazzinata.

Inaugurato nel 1885 da Re Umberto I, con la precisa volontà di testimoniare che il nuovo Stato unitario riconosceva alla conoscenza del territorio e delle sue risorse un valore primario per il futuro sviluppo del Paese, il Museo raccoglie oltre 150mila campioni e reperti, esemplari di riferimento unici al mondo e raccolte di marmi antichi.

“I reperti e campioni di inestimabile valore geologico – dichiara Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – e le numerose raccolte di marmi antichi rischiano di non avere più una sede adeguata. E’ un vero colpo al cuore la possibile chiusura del Museo Geologico di Roma dove è presente una Collezione geologica nazionale di inestimabile valore. Invidiataci da tutto il mondo, la collezione non è più aperta al pubblico. E’ il segno del profondo decadimento culturale del nostro Paese”.

“In queste ore si stanno susseguendo numerosi appelli di geologi – ha proseguito Graziano – ma anche di architetti, naturalisti e di cittadini comuni, che fanno appello al Consiglio Nazionale dei Geologi perché faccia sentire le ragioni di una estrema difesa della collezione. Facciamo nostro questo appello ed a viva voce interveniamo in favore di un patrimonio geologico, storico e culturale davvero unico. Anche il Consiglio Nazionale dei Geologi Italiani rivolge un forte appello affinché possa essere salvato il Museo Geologico.

Nella storica sede di Largo S. Susanna, dove il ministro Quintino Sella istituì il Servizio Geologico Nazionale, oggi si svolgono sfilate di moda. Eppure, proprio in quegli anni, appena dopo l’unità d’Italia, si comprese l’importanza della conoscenza geologica del nostro territorio”.

“Siamo seriamente preoccupati sulla collocazione futura della collezione museale – ha concluso Graziano – ci auguriamo che presto possa essere messa a disposizione di tutti i cittadini e soprattutto dei giovani studenti. Oggi il Museo Geologico di Roma, con le sue stupende collezioni ed il suo valore storico, va assolutamente difeso, non solo per il grande patrimonio che esso rappresenta, ma anche l’Italia deve puntare in modo deciso su una politica di valorizzazione dei beni naturali.

In questo Paese, dove forse il susseguirsi di eventi calamitosi sta contribuendo a rivalutare la conoscenza delle scienze della terra, non possiamo lasciare nell’oblio un immenso e straordinario patrimonio geologico. Il Consiglio Nazionale dei Geologi sposa pienamente gli appelli che gli sono pervenuti e spera in un possibile intervento delle più alte cariche dello Stato, alle quali chiediamo di salvare questo patrimonio di valore unico”.

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