L’amministratore di Poste non risponde

SLIDER_SarmiIl “boccone” Bancoposta fa gola a molti. Il servizio postale in deficit. Il futuro di 150mila lavoratori in mano all’ad Sarmi

 

ROMA – Il futuro di Poste Italiane è sempre incerto. Mentre da un lato le nuove frontiere dei servizi finanziari e assicurativi tirano che è una bellezza, determinando l’utile consolidato di un miliardo dell’intero gruppo, dall’altro il tradizionale comparto postale continua a declinare, con una perdita di 130 milioni nel 2011. L’idea dunque di separare (e vendere) il Bancoposta dal resto del gruppo fa gola a molti e il ministro Passera ne ha riparlato giorni fa in un’audizione in Parlamento.

Secondo il vecchio adagio di Ernesto Rossi, per cui in Italia la polpa se la prendono sempre i privati e allo Stato resta l’osso, si discute animatamente non più se spaccare la mela in due, ma come farlo. E la fantasia dei tecnici si scatena: un private placement presso investitori istituzionali, o anche fondi pensione o di private equity, piuttosto che portare in Borsa un pezzo dell’intero gruppo.

E mente si dibatte del futuro finanziario di Poste Italiane, i quasi 150.000 dipendenti leggono del loro destino soltanto sui giornali perché sono due anni che l’amministratore delegato, Massimo Sarmi, non incontra i sindacati, nonostante ripetute richieste ufficiali. Tanto che la più importante organizzazione sindacale di Poste, la Flp-Cisl, si è decisa a porre per iscritto le domande essenziali per sapere che cosa si sta combinando nelle segrete stanze e mettere in guardia su eventuali colpi di mano alle spalle dei lavoratori (e dei cittadini).

Sembra istruttivo leggere l’elenco integrale delle domande “impertinenti” poste a Sarmi, ma anche all’intero Consiglio di Amministrazione, al ministro dello Sviluppo Economico, al ministro dell’Economia e al presidente dell’Autority sulle Comunicazioni.

•    Lei è a conoscenza che la posta e i giornali non arrivano più nelle nostre case con frequenza quotidiana e con la qualità dichiarata? A cosa è servita allora la fatica per portare avanti l’accordo sui servizi postali del 2010?

•    Lei è a conoscenza che nel 2011 abbiamo perso molti clienti importanti quali Inps-Sky-Unicredit-Sogei-H3G-Grancasa e molti altri hanno dimezzato le spedizioni per oltre 500 milioni di pezzi?

•    Lei è a conoscenza di migliaia di reclami di Aziende e cittadini insoddisfatti della qualità erogata  dai servizi postali?

•    Lei è a conoscenza che Servizi postali non partecipano quasi mai alle gare e   che nel settore non sia nato da tempo alcun prodotto da offrire al mercato?

•    Ci può spiegare come mai sia abortito il progetto di riportare i pacchi all’interno dei servizi postali e sul quale avevamo offerto piena disponibilità?

•    E ci spiega anche come mai Poste Italiane non entra nel ramo RC Auto dove tutte le Compagnie di Assicurazione fanno enormi profitti?

•    E’ a conoscenza che circa la metà dei palmari dei portalettere sono inutilizzati e bloccati? Servivano per un nuovo servizio o per le gare d’appalto?

•    Lei è consapevole che far accettare bollettini postali e ricariche Ppay e cellulari alla Sisal, ai Tabaccai, alle Banche e ora anche agli Ipermercati tiene lontani i clienti dagli uffici postali col conseguente danno nella collocazione dei prodotti finanziari?

•    Perchè continua a tacere sui dissesti provocati dalla rete informatica di Poste dove sono stati investiti miliardi di euro? Oltre ai grandi black out qualcuno le spiega che quasi tutti i giorni gli sportelli si fermano e si impallano a singhiozzo?

•    Lei è a conoscenza che milioni di euro del Fondo di Solidarietà presso l’Inps sono inutilizzati per l’errata programmazione degli uffici aziendali?

•    Ci vuole spiegare come mai al Corporate Centrale lavorino più di un migliaio di persone che non sono dipendenti di Poste Italiane?

•    Lei non ritiene che, perdurando l’attuale confusa gestione in Azienda, sia arrivato il momento che Poste Italiane abbiano un Direttore Generale?

•    Ai lavoratori postali è stato decurtato il Premio di risultato del 2010 e 2011. Alla luce di ciò non le appare eticamente incompatibile il cumulo dello stipendio di Amministratore Delegato con quello di Direttore Generale?

•    Alla luce delle iniziative del Governo perchè  non vengono resi pubblici sul sito di Poste i compensi e i premi del Management?

•    E a proposito di trasparenza, come si comporta l’Azienda in merito a Pubblicità – Sponsorizzazioni e Fornitori?

•    Dopo il bilancio miliardario del 2010 e l’annunciato bilancio “entusiasmante” del 2011 come mai l’Azienda versa in condizioni pietose su mezzi, strumenti, qualità, sicurezza e personale?

•    Alcuni Dirigenti e dipendenti di Poste sono preoccupati per la possibile violazione della loro privacy personale. A tal proposito Lei ricorda la vicenda Telecom?

Scettico sulla possibilità che l’amministratore delegato di Poste Italiane voglia rispondere a queste domande a stretto giro, il sindacato Cisl le rinnoverà, come un tormentone, tutti i giorni fino a quando non arriveranno le risposte attese.

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