Le regole del buon comportamento su Facebook

mark-zuckerberg-facebookNiente immagini di donne che allattano, ma sì a atti sessuali, teste schiantate e fluidi corporei

 

ROMA – A quanti sarà capitato di vedere cancellati inspiegabilmente foto e video pubblicati sul profilo Facebook o proprio o di qualche amico?Oppure, di essere eliminato dal famoso social network, ritrovandosi senza amici virtuali? In realtà il sito fondato da Mark Zuckerberg possiede un vero e proprio codice di regolamento, linee guida morali, peraltro abbastanza discutibili, per i suoi 800 milioni di iscritti, che prescrive cosa può o non può essere pubblicato, scritto e condiviso.

Piccole regole che erano rimaste ignote ai più, gettando nel panico gli utenti colpiti da questa vera e propria censura, fino a quando un sito internet americano, Gawker.com, non ha pubblicato un documento di 13 pagine in cui vengono sinteticamente riassunti i dettami etici targati “Facebook”, consegnati per ripicca da un giovane marocchino di 21 anni.

Amine Derkaoui, questo il nome del traditore, lavora per una società, la oDesk, esterna a Facebook, che controlla il flusso dei contenuti provenienti da tutti gli utenti del mondo e che paga i suoi dipendenti, collocati geograficamente soprattutto in Turchia, Filippine, Messico, Marocco e India, solo, a loro detta, un dollaro all’ora per monitorare le continue segnalazioni che arrivano alla società di Zuckerberg. Ma Facebook si difende, affermando che “per processare in modo rapido ed efficiente milioni di segnalazioni che riceviamo ogni giorno, abbiamo deciso di appoggiarci a società esterne per effettuare una classificazione iniziale di una piccola parte dei contenuti segnalati.

Queste società sono soggette a rigorosi controlli di qualità e abbiamo implementato diversi livelli di tutela per proteggere i dati degli utenti che usano il nostro servizio. Inoltre nessun altra informazione viene condivisa con terzi oltre ai contenuti in questione e alla fonte della segnalazione. Abbiamo sempre gestito internamente le segnalazioni  più critiche e tutte le decisioni prese dalle terze parti sono soggette a verifiche approfondite”.

I nostri processi vengono migliorati costantemente e i fornitori sono monitorati su base continuativa. Questo documento fornisce una fotografia dei nostri standard applicati a uno dei nostri fornitori.

Si è così scoperto che pubblicare immagini con donne che allattano i figli al seno è vietato, cosa che non vale per il capezzolo maschile. Una testa schiacciata può rimanere on line, a meno che non ci sia troppo sangue, così come i fluidi corporei. Via libera invece per palpeggiamenti, preliminari sessuali e baci omosessuali.

Ancora, i cosiddetti “sex toy” non sarebbero ammessi se in un contesto di esplicito rapporto sessuale. Facebook non gradirebbe immagini ritoccate di persone o rappresentazioni d’ubriachezza. Nel caso del nudo infantile il protocollo prevede che sia “escaleted”, cioè che vada richiesta una accurata indagine al team di Facebook. Questo intervento viene richiesto ai valutatori nel caso di sesso bestiale e necrofilia, nel caso di attività criminali già valutabili come tali, di torture e maltrattamenti animali.

Potrebbero interessarti anche