A chi andranno le caserme di Roma Capitale?

monti_alemanno-Fissati due tavoli tecnici con Monti sul trasferimento delle caserme e sulla crisi di liquidità dell’amministrazione

 

ROMA – Un tavolo tecnico non si nega a nessuno. Anzi nell’incontro di stamattina tra il presidente del Consiglio Monti e il sindaco di Roma Alemanno i tavoli sono diventati due: uno per discutere del passaggio delle caserme allo Stato e l’altro per soccorrere le casse esauste di Roma Capitale attraverso “la regolarità dei flussi di trasferimenti dallo Stato al Comune, anche attraverso la Regione Lazio”.

Sul primo punto, già oggetto di un protocollo d’intesa tra Roma Capitale e il Ministero della difesa, si tornerà a discutere dopo essere riusciti in extremis a non far passare l’emendamento che prevedeva il trasferimento di immobili del Comune di Roma allo Stato per il mancato introito delle risorse derivate dalla vendita delle caserme.

Al tavolo siederanno, oltre ai due soggetti già impegnati, anche la Presidenza del Consiglio e il Ministero dell’economia. Per quanta buona volontà (peraltro ancora tutta da verificare) i “commensali” possano metterci, l’iter burocratico per il trasferimento di asset patrimoniali da un’amministrazione all’altra è così complesso da suscitare seri dubbi sulla fattibilità dell’operazione di salvataggio prima che il malato (il Comune) tiri le cuoia.

E questo elemento tira in ballo l’altro tavolo tecnico varato stamattina, cioè quello della situazione di illiquidità totale in cui versa Roma Capitale. La domanda è: “Va bene il tavolo tecnico, senz’altro opportuna la partecipazione della Regione Lazio, ma ci sono i tempi tecnici per adottare soluzioni finanziarie adeguate prima che il Comune sia costretto a portare i libri in tribunale?”. Su questo punto nessuno per il momento si pronuncia dato che, pur in un clima di “cordiale confronto” le posizioni restano ancora in standby, in attesa che si sblocchi l’approvazione definitiva del secondo decreto legislativo di Roma Capitale.

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