Il cardinal Ravasi nuovo presidente della Casa di Dante

palazzatto_anguillaraEletto dal consiglio direttivo, prende il posto del senatore Giulio Andreotti alla guida dell’ente per oltre 20 anni

 

ROMA – Il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, è il nuovo presidente della Casa di Dante di Roma, la quasi secolare istituzione chiamata a divulgare l’opera del Sommo Poeta.

Ravasi è stato eletto dal consiglio direttivo dopo aver preso atto delle dimissioni del presidente uscente, il senatore a vita Giulio Andreotti, motivate dalla sua “età avanzata”.

Il consiglio, esprimendo ”vivo rammarico per tale decisione e profonda gratitudine per l’attività da lui svolta in circa vent’anni alla guida dell’ente morale”, ha nominato Andreotti presidente onorario della Casa di Dante.

Il cardinale Ravasi illustrerà i progetti e le prospettive di sviluppo dell’antico sodalizio romano, in vista del centenario della fondazione (1913-2013) e del settecentenario della morte di Dante Alighieri (1321-2021), mercoledì 7 marzo, presso la Casa di Dante, ospitata da sempre nel Palazzetto degli Anguillara di proprietà del Comune di Roma.

Nella tradizione della Casa di Dante, di cui hanno tenuto la presidenza personaggi di spiccato rilievo, anche pubblico (dal fondatore Sidney Sonnino a Giovanni Fallani, da Luigi Gui allo stesso Andreotti), il consiglio direttivo con la scelta di Ravasi ha voluto scegliere ”un nome di grande prestigio, che è anche una personalità di straordinarie qualità umane e culturali”.

Il cardinal Ravasi, autore di numerosi libri e da anni collaboratore con i quotidiani L’Osservatore Romano, Il Sole 24 Ore, Avvenire e il settimanale Famiglia Cristiana, nel 2005 era il principale candidato proposto per la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino ma la Congregazione per i Vescovi rigettò la sua nomina dopo che il cardinale pubblicò un articolo su Il Sole 24 Ore relativamente alla Pasqua nel quale indicava Gesù Cristo non come “colui che viene risorto” ma come “colui che risorge”, frase che venne vista potenzialmente come eterodossa.

Potrebbero interessarti anche