Le Ferrovie comprano treni (in Germania)

Trenitalia_sliderPositivo il giudizio della Corte dei conti sul bilancio Fs 2010. Anche Trenitalia e Rfi passano l’esame

 

ROMA – Il giudizio della Corte dei conti sulla gestione 2010 del gruppo Ferrovie dello Stato (quando si decideranno a togliere dal marchio la cacofonica appendice ‘Italiane’?) è sostanzialmente positivo. Il bilancio di quell’esercizio infatti – elaborato per la prima volta secondo i principi contabili internazionali – mostrava ricavi operativi e risultato netto superiori, rispettivamente, alla soglia degli 8 miliardi e 129 milioni di euro, così come il Mol e il Ro hanno registrato incrementi di valore pari, rispettivamente, a +210 milioni (in totale, 1660 ME) e a +73 milioni (in totale, 508 ME) rispetto all’esercizio 2009.

Per quanto riguarda le prospettive specifiche delle due maggiori società operative del Gruppo – Trenitalia e RFI – la prima, oltre a risultati economici positivi (73 milioni di euro), ha fatto registrare per la prima volta nel 2010 un saldo positivo dei flussi di cassa (prima degli investimenti), nonostante il mancato incasso di parte delle risorse non versate dallo Stato e dalle Regioni a valere sulle prestazioni rese dalla società in base ai rispettivi contratti di servizio. L’unico “neo” è rappresentato dalle persistenti difficoltà di finanziamento di Trenitalia, la cui situazione di sottocapitalizzazione obbliga la società a ricorrere al mercato finanziario.

Anche RFI, quale ente gestore della rete ferroviaria, ha registrato risultati positivi nell’esercizio  esaminato, pur in presenza della variabilità e del contenimento dei contributi dello Stato in ragione della difficile situazione della finanza pubblica.
Nonostante tuttavia il quadro positivo, ormai sostanzialmente consolidato sotto il profilo economico-gestionale, la Corte dei conti rileva che nel Gruppo FSI permangono alcune criticità di preoccupante spessore. Una è data sicuramente dalla strutturale debolezza del settore “cargo”, per rilanciare il quale “FSI sta attuando un impegnativo piano di ristrutturazione, finalizzato a un miglioramento del livello di servizio erogato alle imprese”.  

Altri motivi di preoccupazione, secondo la Corte, sono costituiti dall’insoddisfazione degli utenti del servizio universale, specialmente a livello regionale, “pur se si colgono segnali positivi dalla stipula dei nuovi contratti con le Regioni, che, in quanto di più lunga durata rispetto al passato (sei anni + sei, ma ridotti al solo primo periodo dal decreto sulle liberalizzazioni), dovrebbero consentire almeno parte dei nuovi investimenti necessari”.

Ma il rilievo più incisivo della magistratura contabile riguarda la compatibilità delle scelte strategiche compiute dal top management delle Ferrovie. In particolare la Corte ha evidenziato “la necessità che le recenti iniziative aziendali mirate ad acquisire quote di mercato sugli scenari internazionali, pur motivate sotto il profilo economico-gestionale, non distolgano l’attenzione dall’obiettivo prioritario di fornire sul territorio nazionale un servizio di trasporto, sia passeggeri che merci, qualitativamente accettabile”, anche attraverso investimenti più significativi rispetto a quelli finora realizzati.

Il riferimento è al recente acquisto di 11 nuovi treni per il trasporto locale passeggeri effettuato da Netinera Deutschland, la società ferroviaria tedesca interamente rilevata da Ferrovie dello Stato nel dicembre 2010. L’operazione, conclusa pochi giorni fa tra UniCredit Leasing e Netinera Deutschland, si articola in due contratti di leasing della durata di 11 e 10 anni per gli 11 convogli  prodotti dalla svizzera Stadler. L’importo complessivo del finanziamento è di 73,2 milioni di euro e copre l’intero costo di acquisto dei treni. La consegna avverrà entro il prossimo anno

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