Vigili urbani e tangenti: si allarga l’inchiesta

vigli_urbaniOltre al comandante Giuliani e altri 9 vigili indagati per concussione, altri accertamenti in corso da parte dei pm

 

 

ROMA – Un vero e proprio racket di tangenti per le licenze commerciali nel Centro storico di Roma. Nove al momento i vigili urbani ed una serie di tecnici iscritti nel registro degli indagati per concussione dal pm Laura Condemi della procura di Roma.

Accertamenti per verificare se quello dei vigili urbani del I gruppo di Roma accusati di infedeltà fosse un ‘modus operandi’ consolidato.

È una vicenda ancora poco chiara, ma tanto vale a gettare nel panico l’amministrazione capitolina. Al punto che il sindaco Gianni Alemanno avrebbe già avuto un colloquio con il comandante del corpo, Angelo Giuliani, e anche se non gli avrebbe ancora chiesto di rassegnare le dimissioni, avrebbe già pronto un nome per sostituirlo, forse un ex comandante dei carabinieri.

I poliziotti coinvolti sono cinque, i quali avrebbero preteso mazzette da decine di migliaia di euro e le avrebbero divise con due geometri. L’inchiesta è partita da una denuncia dell’imprenditore Paolo Bernabei, costretto a pagare nel 2009 trentamila euro, dopo essersi rivolto ad un suo amico per trasformare in ufficio un magazzino in via della Luce in zona Trastevere. L’amico in questione è un funzionario dell’edilizia che già l’anno precedente si era reso protagonista di una vicenda simile, sempre legata alla zona di Trastevere, e che consiglia a Bernabei un geometra esperto in questo pratiche.

Durante la ristrutturazione c’è un controllo di due agenti dell’edilizia, per i quali è tutto in regola. Ma quando a giugno 2010 l’imprenditore paga il geometra (8 mila euro), questi pretende altri 30 mila euro “per gli amici”. E non è finita: dopo un anno i due vigili appaiono di nuovo e sostengono che l’imprenditore è stato denunciato per un abuso edilizio. L’esposto però si rivela falso: il piano, probabilmente, era estorcere altri soldi al malcapitato.

L’ipotesi che emerge è che tra i vigili responsabili del racket ci sia anche il capo Giuliani. Il quale però di difende, affermando la sua innocenza. “Non penso alle dimissioni- ha dichiarato. Perchè dovrei farlo? Non sono iscritto nel registro degli indagati e ho fatto il mio dovere”.

Intanto esplode la rabbia tra tra i vigili del I Gruppo travolti dall’ennesima bufera. Dopo la notizia dei cinque indagati, ora a pagare potrebbero essere ben trenta vigili che potrebbero essere trasferiti. ”Non possiamo essere il capro espiatorio di tutto quello che non va in questa città” dicono gridando di rabbia dopo un’assemblea spontanea in cui c’è stato un confronto anche col comandante del I Gruppo, Stefano Napoli

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