Anm, vince Magistratura Indipendente

toghe_sliderLa corrente di Cosimo Ferri, il primo degli eletti con quasi 2mila preferenze, ha ottenuto due seggi in più

ROMA – Si sono concluse le elezioni per il rinnovo del Comitato direttivo centrale dell’Anm. Dodici i seggi assegnati a Unicost, 12 ad Area, 11 a Magistratura Indipendente e uno a Proposta B, secondo i dati pervenuti dagli uffici elettorali sezionali. Un risultato che ora dovrà essere convalidato e ufficializzato dall’Ufficio elettorale in Cassazione.

Si è registrata un’affluenza dell’82,54%, costante rispetto alla tornata elettorale del 2007. Il bilancio di queste elezioni assegna due seggi in più a Magistratura Indipendente, un seggio alla nuova lista anti-correnti Proposta B, mentre a farne le spese sono Unità per la Costituzione (meno 2) e Area (meno 1), il cartello elettorale delle correnti di sinistra.

I dati ormai quasi definitivi delle elezioni per i 36 nuovi componenti del Comitato direttivo centrale del sindacato delle toghe, confermano che il voto ha penalizzato Unicost e Area (Magistratura Democratica + Movimento per la gistizia), le due forze che con la giunta Palamara-Cascini hanno guidato l’Anm negli ultimi quattro anni, in uno scontro frontale con il governo Berlusconi, e ha premiato invece l’unico gruppo all’opposizione, cioè Magistratura Indipendente, la corrente guidata da Cosimo Ferri, il quale è anche il primo degli eletti (1.196 voti).

“Un risultato storico – commenta Ferri – tanto più se si considera che è stato ottenuto in un momento non facile per l’associazionismo”. Magistratura Indipendente, fa notare il segretario, “ha saputo rivolgere attenzione ai problemi concreti, alle questioni sindacali e si è sempre battuta per difendere autonomia e indipendenza dei magistrati, sia interna sia esterna. Ci auguriamo che la nuova giunta raccolga questo segnale di rinnovamento”, ha concluso.

Solo nei prossimi giorni si capirà se c’è spazio per una giunta unitaria, con tutte le correnti dell’Anm, o se si proseguirà con una coalizione di maggioranza. Intanto il record di preferenze, come detto, è andato a Ferri (1.196), mentre per Unicost il più votato, Michele Ciambellini, giudice a Napoli, ha raccolto 720 voti e Ezia Maccora, prima degli eletti di Area (e considerata alla vigilia del voto tra i papabili per la presidenza dell’Anm) è arrivata a quota 615.

Cambiano così i rapporti di forza: Unicost resta il gruppo di maggioranza relativa in termini di voti, ma nel nuovo parlamentino avrà lo stesso numero di seggi di Area, 12, e solo uno in più rispetto a Magistratura Indipendente, la corrente Ferri, che ha condotto la sua campagna accusando la giunta uscente di non aver saputo tutelare né gli stipendi né le condizioni di lavoro dei magistrati. E il gruppo di maggioranza, sostengono i suoi esponenti, paga così il prezzo del rinnovamento interno che ha portato avanti e soprattutto dell’impegno sulla questione morale.

“Abbiamo perso in termini di voti, ma lo sapevamo, visto che abbiamo investito sulla questione morale e sulla credibilità”, dice il segretario di Unicost Marcello Matera, riferendosi soprattutto al risultato di Milano, dove c’è stato un travaso di voti a favore di Mi (i cui consensi sono quasi quadruplicati), e su cui avrebbe pesato la posizione di intransigenza della corrente nei confronti di Alfonso Marra, l’ex presidente della Corte d’appello che ha lasciato la magistratura dopo che il suo nome era finito nelle carte dell’inchiesta sulla P3 (tra gli eletti della corrente c’è proprio uno dei pm titolare di quella indagine Rodolfo Sabelli). Una tesi condivisa dal giudice della Cassazione Giuseppe Maria Berruti, che fu protagonista di quella battaglia e che è convinto che “nei prossimi anni la magistratura non potrà fare a meno di affrontare la propria questione morale”. Come pure la corrente avrebbe scontato la scelta di rinnovare completamente la propria rappresentanza puntando su volti ‘nuovi’, come spiega il consigliere del Csm Paolo Auriemma, che sottolinea la ”tenuta” della corrente a Roma.

Ma non tutti condividono questa lettura. “Una parte della magistratura ha ritenuto Unicost troppo accondiscendente nei confronti di Area”, dice il presidente di Magistratura Indipendente Stefano Schirò, che definisce invece ‘straordinario’ il successo della sua corrente, spiegabile con la sempre maggiore condivisione di una linea politica attenta ai problemi reali delle condizioni di lavoro dei magistrati.

“La giunta uscente si è mossa in una situazione difficile per contrastare riforme contrarie alla Costituzione; e così sono state sottratte energie a questioni che riguardano la vita interna della magistratura”, osserva il segretario di Magistratura democratica Piergiorgio Morosini, che accusa Mi di aver cavalcato le spinte corporative.

Sta di fatto che ora tutte le correnti devono confrontarsi con i nuovi numeri: Unicost e Area hanno  il 33% ciascuna (erano rispettivamente al 39 e al 36% con un calo di 485 voti per la prima e di 325 per il secondo gruppo), Magistratura Indipendente ha il 29% (era al 24 e ha ottenuto 281 voti in più), mentre Proposta B con 287 voti è al 4%.

(Valentina Marsella)

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