Calcioscommesse, partito il secondo filone dell’inchiesta

doniNo all’amnistia proposta da Di Martino. Doni e Carobbio confermano quanto già ammesso

 

ROMA – “Un numero impressionante di calciatori è coinvolto nelle partite truccate. In Italia, in Europa e in tutto il mondo. Il fenomeno è così vasto e coinvolge un numero così importante di calciatori da ipotizzare la necessità di un’amnistia, ovviamente riservata alla giustizia sportiva, per ripartire da zero. Cioè qualche cosa che consenta un chiarimento senza provocare danni a nessuno”. Ha fatto scalpore nel mondo del calcio, e non solo, la recente dichiarazione del gip di Cremona, Roberto Di Martino, sulla ragionevolezza di un’amnistia per chiudere una questione che ha assunto ormai vastissime proporzioni.

Un giro di scommesse che parte da Singapore per giungere all’Italia attraverso una banda di zingari; un alto numero di partite di serie A e B truccate; molti nomi del calcio coinvolti, dai giocatori a preparatori atletici; centinaia di migliaia gli euro in movimento. Che l’indagine “Last Bet” abbia scoperchiato un gigantesco vaso di Pandora non ci sono dubbi. E l’ipotesi di un’amnistia avanzata da Di Martino sembra confermare l’effettiva vastità (e gravità) dell’inchiesta.

In generale, l’uscita del gip non è stata presa bene. Dopo aver scatenato un putiferio di tale portata, la scelta più ragionevole sembrerebbe essere quella di chiudere il cerchio e portare a termine l’inchiesta. La sensazione è quella che l’amnistia sia una scappatoia dell’ultimo minuto per evitare che qualcosa di ancora più grosso venga a galla. In particolare, si potrebbe pensare a un coinvolgimento più ampio della serie A: è che se dovessero essere punite tutte le squadre coinvolte, i prossimi campionati di A e B potrebbero essere del tutto stravolti da penalizzazioni o, nei casi più gravi, addirittura da retrocessioni. Un’avvisaglia di questa situazione dai contorni apocalittici si ha avuto con il nome di Leonardo Bonucci, il difensore della Juventus e della nazionale finito sotto la lente di ingrandimento della Procura di Bari.

Fatto sta che la soluzione dell’amnistia sembra rimanere un parere personale di Di Martino. Anche il numero uno del Coni, Gianni Petrucci, ha commentato “Rispetto l’opera dei magistrati e quindi ringrazio Di Martino per il lavoro svolto. Ma ho sentito anche il presidente della Figc, Abete, e quella dell’amnistia sportiva è un’ipotesi irrealizzabile”. Le conseguenze negative di un simile gesto sono state evidenziate anche dall’avvocato Mattia Grassani, che ha affermato che con l’amnistia “ritroveremmo pienamente operanti nel mondo dello sport soggetti che sono stati condannati la scorsa estate nella prima fase del calcio scommesse. Si ridarebbe legittimazione a chi è stato radiato e la cosa avrebbe effetti su questo secondo filone”.

Intanto ieri sono stati interrogati a Milano Cristiano Doni e Filippo Carobbio. Ha avuto inizio così il lavoro della Procura del Federcalcio sul secondo filone dell’inchiesta. Tre ore abbondanti di colloquio per l’ex capitano dell’Atalanta, che, di fatto, ha riconfermato quanto già detto nei precedenti interrogatori ai magistrati della procura di Cremona. “È stato un interrogatorio lungo e carico di dettagli”  ha spiegato l’avvocato Salvatore Pino. “Cristiano non è stato avaro nel raccontare i fatti. Aveva già detto ciò che sapeva davanti al giudice per le indagini preliminari Guido Salvini, oggi ha aggiunto alcuni dettagli, circostanze, tempi e frasi di particolare interesse per le valutazioni del giudice sportivo”. Oltre all’ormai famigerata combine del match Atalanta – Piacenza, i procuratori avrebbero cercato riscontri sulle presunte manipolazioni di Ascoli – Atalanta e Padova – Atalanta del campionato 2010/2011.

Ancora più lungo è stato l’interrogatorio di Carobbio: il giocatore dello Spezia è entrato negli uffici romani della Procura federale alle 11 per uscirne solo alle 18,30. Anche per lui c’è stata una sostanziale conferma di quanto già ammesso. “Abbiamo fornito gli opportuni chiarimenti” ha dichiarato il suo avvocato, senza però rivelare altri particolari.

Nel frattempo, ad Alessandro Zamperini sono stati revocati gli arresti domiciliari e la Procura della Figc ha comunicato il nuovo calendario delle audizioni: Antonio Benfenati ha deciso di non presentarsi oggi in quanto non tesserato per nessun club, dunque gli interrogatori riprenderanno lunedì 5 marzo con il calciatore dell’Ascoli Vittorio Micolucci.

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