Google come il Grande Fratello: al via le nuove regole sulla privacy

Scrivere_al_pcPolemiche per l’unificazione delle piattaforme esistenti in una integrata. Come proteggere i dati personali

ROMA – Sono passati solo cinque giorni da quando sono entrate in vigore le nuove regole sulla privacy di Google, ma le polemiche non si arrestano. E soprattutto, al di là degli interventi dell’Unione Europea e dei continui appelli della politica americana, i semplici utenti cercano di correre ai ripari, nascondendo quante più informazioni possibili per non finire in una specie di Grande Fratello globale, sotto la lente di ingrandimento del gigante telematico di Mountain View.

Google ha infatti voluto unificare tutte le piattaforme esistenti in un’unica piattaforma integrata. Fino ad ora si poteva gestire la posta attraverso Gmail, navigare su Internet con il motore di ricerca Google, usare lo smartphone con il sistema Android, ascoltare e vedere video musicali su Youtube, scaricare le tantissime applicazioni immagazzinate su Google Chrome per accedere a servizi di intrattenimento, giochi, meteo, social, strumenti aziendali, news e così via. Le nuove regole di “Big G” permetteranno di combinare tutte insieme le informazioni rilasciate dagli utenti nei diversi servizi forniti nella logica di fargli vivere  una singola esperienza attraverso le diverse piattaforme, ma anche con l’obiettivo dell’azienda di “consolidare in una sola le norme di oltre 60 servizi specifici”. La differenza rispetto a prima in sostanza è che l’utente approverà una politica di privacy unica e comune a tutto l’ecosistema di Google, e i dati che il motore raccoglie dai propri utenti potranno essere utilizzati da più applicazioni e servizi.

L’Ue si è detta “profondamente preoccupata” per la nuova policy del gruppo, nutrendo “forti dubbi” sulla legalità e sulla correttezza delle nuove regole per la tutela della privacy. La Cnil, l’authority francese per la protezione dei dati personali incaricata il 3 febbraio scorso di avviare un’indagine, ha inviato una lettera a Larry Page, fondatore e Ceo della società di Mountain View, chiedendo una “pausa”, evidentemente non accordata, sulla revisione delle norme che Google ha fatto partire giovedì scorso. In particolare, una “analisi preliminare”, scrive la Cnil, “mostra che la nuova policy di Google non rispetta i requisiti della Direttiva europea sulla protezione dei dati (95/46/Ce)”.

Quale è dunque la soluzione per un semplice utente per proteggere i propri dati dall’occhio indiscreto di Mountain View? Paradossalmente, è proprio Google che offre la risposta. Nella sua pagina “Strumenti per la privacy”, si spiega quali procedure seguire per la cancellazione dei propri dati dai rispettivi archivi. Questi strumenti permettono la cancellazione della cronologia di ricerca e di registrazione delle chat, in modo semplice e veloce. Per le procedure più complicate meglio affidarsi invece al “Data Liberation Front”, sempre di Google.
“Big G” offre anche la possibilità di archiviare e chiudere in un cassetto tutti i nostri dati finora raccolti grazie al Dashborad personale, che raccoglie le informazioni relative a tutti gli account creati con i servizi Google. Qui è addirittura possibile compiere il cosiddetto “suicidio internettiano”, per eliminare dal web del tutto la propria identità.

Se poi non ci si fida proprio del motore di ricerca ecco venire in aiuto degli utenti i browser stessi, che oltre alle ormai note funzioni di ricerca in incognito, forniscono delle applicazioni aggiuntive come, tra le altre, Ghostery, Do Not Track Plus, Track me Not e Trackerblock. Con queste applicazioni è possibile bloccare la tracciabilità a scopo pubblicitario ed evitare cosi di finire negli immensi data base che poi forniranno alle aziende i dettagli per inviare pubblicità mirate e personalizzate.

Potrebbero interessarti anche