Acqua Marcia, non si ferma il piano di riassetto

Francesco_e_Camillo_CaltagironeDopo le vicende giudiziarie del presidente, le deleghe passano al figlio Camillo. Prosegue il negoziato con le banche

ROMA – A seguito dell’arresto del presidente Francesco Caltagirone Bellavista, nell’ambito dell’inchiesta sul nuovo porto turistico di Imperia, il consiglio di amministrazione del gruppo Acqua Marcia, ha conferito le deleghe per l’ordinaria amministrazione al consigliere Camillo Caltagirone Bellavista (figlio di Francesco e di Rita Rovelli) “al fine di garantire l’operatività e la continuità gestionale dell’Acqua Marcia e delle sue controllate”.

Lo stesso Cda ha inoltre manifestato sconcerto e amarezza per i provvedimenti giudiziari dei giorni scorsi, ribadendo l’assoluta correttezza delle procedure amministrative poste in essere dal gruppo, dal suo presidente e da tutti gli amministratori.
Al ‘giovane’ consigliere sono state affidate anche le importanti deleghe per il proseguimento degli accordi con le banche. Doveva infatti concludersi a giorni il piano di ristrutturazione dell’esposizione debitoria del gruppo con gli istituti di credito.

Il piano, che vede coinvolte 20 banche per 984 milioni di euro, a fronte di una posizione  patrimoniale del gruppo valutata 2,4 miliardi di euro, prevede l’abbattimento del debito (742milioni) attraverso la rimodulazione dei tempi di rimborso, la moratoria sul pagamento di parte degli interessi, la concessione di nuova finanza, ma soprattutto la vendita di asset immobiliari e alcune società operative. Dalla vendita resterebbero fuori il ramo d’azienda portuale e il Grand Hotel Molino Stucky di Venezia.

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