Angelo Bagnasco resta al timone della Cei

BagnascoBenedetto XVI lo ha confermato a capo dei vescovi italiani per altri 5 anni dopo un mandato ricco di successi

ROMA – Benedetto XVI ha confermato il cardinale Angelo Bagnasco alla presidenza della Cei, per un secondo quinquennio. La riconferma era pressoché scontata vista la grande fiducia del Papa verso l’arcivescovo di Genova.

“La decisione di Benedetto XVI di confermarmi nel servizio di presidente della Conferenza Episcopale Italiana rinnova in me una profonda emozione”. Lo scrive il card. Angelo Bagnasco in una nota dopo l’annuncio che il papa lo ha riconfermato per altri cinque anni alla guida della Cei. “Nell’accogliere con gratitudine e in spirito di fede la designazione del Santo Padre – prosegue Bagnasco – desidero confermare a Lui la mia personale dedizione perché la Chiesa nel suo insieme e, in essa, i Pastori, ‘si mettano in cammino per condurre gli uomini fuori dal deserto, verso il luogo della vita, verso l’amicizia con il Figlio di Dio”. Bagnasco, nel suo messaggio, invia anche un saluto a “tutti i Vescovi, ringraziando ciascuno per la collaborazione fin qui sperimentata e auspicando di poter insieme continuare a servire la Chiesa che è in Italia, così capillarmente diffusa in ogni città e contrada. La comunione dei Vescovi tra di loro e attorno al Papa rafforzi la missione e la testimonianza cristiana in una società che, per quanto segnata da una profonda crisi culturale ed economica, non cessa di sperare in un futuro migliore”.

Il cardinale è stato chiamato a guidare i vescovi italiani nel marzo del 2007, dopo la lunga reggenza (sedici anni) del cardinale Ruini che ha governato la Cei per tre mandati consecutivi. Non era facile sostituire un uomo come Ruini. Il ‘Cardinale sottile’, come era stato soprannominato, era stata una figura centrale e autorevole nella Chiesa di Giovanni Paolo II, tessendo alleanze e consolidando rapporti con le istituzioni italiane.

Bagnasco ha seguito una linea di continuità con Ruini, seppur con qualche differenza di stile. Con lui al timone si sono appianate ad esempio certe incomprensioni con la Segreteria di Stato alla cui guida c’è il cardinal Tarcisio Bertone. Se prima del suo arrivo era infatti la conferenza episcopale ad intrattenere rapporti con le autorità politiche, Bagnasco ha deciso di fare un passo indietro e lasciare il campo al segretario di Stato evitando il dualismo che in alcuni tratti della gestione Ruini era emerso con l’allora segretario di Stato, Sodano.

Bagnasco inoltre, a differenza del suo predecessore, si è trovato a guidare la Cei in circostanze diverse, puntando, anche a causa della crisi economica che investe l’Europa, sulla questione sociale e sui problemi del lavoro. Si è dedicato a coordinare le 220 diocesi italiane, mettendo a segno diversi successi. Si è guadagnato la stima dei vescovi per avere incoraggiato il dialogo, la partecipazione, gli scambi.

Nei primi cinque anni di mandato ha contribuito a superare diverse tensioni come il cambio della direzione del quotidiano Avvenire in seguito al caso Boffo, gli scandali delle escort e dal logoramento dell’ultimo governo Berlusconi, parlando in modo chiaro del decoro particolarmente necessario per chi riveste cariche pubbliche.

Alla fine dell’anno scorso, ha manifestato pubblicamente la disponibilità della Chiesa a una chiarificazione sull’esenzione dall’Ici-Imu. E ha accompagnato le iniziative delle associazioni cattoliche che a Todi hanno rilanciato un manifesto per il rinnovamento della politica italiana. Infine proprio ieri, da Genova, Bagnasco era intervenuto anche sulla recente polemica relativa ai funerali di Lucio Dalla e alla sua omosessualità, chiudendo la vicenda così: “‘Di fronte ai morti, ai defunti, preghiamo gli uni per gli altri, sempre”.

La sua impronta pastorale è stata apprezzata anche dal Papa che, appunto per questo, gli ha oggi rinnovato la fiducia.

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