Combook, giornalismo e politica ai tempi del web 2.0

ok_coverPresentato il libro su comunicazione e social network quando è scoppiato il black out di Facebook

ROMA – Che la vita di ognuno sia cambiata irrimediabilmente dall’avvento di internet e dei social network in particolare lo si vede di giorno in giorno. Questa mattina, più di 800 milioni di utenti sparsi per l’Europa, ed anche in Italia, hanno vissuto attimi di panico per l’oscuramento momentaneo della piattaforma ideata da Mark Zuckerberg. Come comunicare con gli amici?Come condividere le note di inizio mattinata?

La notizia del mal funzionamento del servizio, ritornato poi regolare intorno alle 9 di questa mattina dopo due ore di black out, è stata data dal network rivale, Twitter: attraverso l’etichetta #FacebookDown, diventato in pochi secondi il primo trend topic mondiale, il tam tam dell’allarme si è diffuso rapidamente in ogni parte del globo, anche se sono ancora da accertare le cause. Ormai niente più è come prima da quando internet è il protagonista delle vite di ciascuno, presente ad ogni singolo passo grazie ad una tecnologia sempre più avanzata che è riuscita a comprimere in sottili tablet o telefoni sempre più piccoli tutti i settori della vita. Dalle comunicazioni di servizio alle grandi rivoluzioni, tutto passa per la “rete sociale”, la cui caratteristica principale è, oltre alla rapidità, l’interazione tra utenti diversi, dando la possibilità di eliminare i tradizionali rapporti gerarchici tra le persone, a vantaggio di una orizzontalità delle esperienze.

Anche il mondo della politica e del giornalismo sono cambiati, costringendo gli esperti di questo settore ad adeguarsi alle nuove tecnologie e ai nuovi orizzonti aperti dalla condivisione di linguaggi e contenuti. Proprio di questo si occupa il volume “Combook- Twitter, Facebook, Youtube, Linkedin…Come comunicare con i social network”, di Andrea Benvenuti e Salvo Guglielmino, pubblicato dal Centro di Documentazione Giornalistica e presentato questa mattina a Palazzo Giustiniani all’interno di una conferenza alla presenza di Antonio Palmieri, responsabile nuove tecnologie del Popolo delle Libertà, di Enrico Letta, vice segretario del Partito Democratico, di Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl, di Mario Sechi, direttore del quotidiano “Il Tempo”, e di Sergio Rizzo, giornalista del “Corriere della Sera”, che ha curato anche la prefazione del volume.

Tutti i partecipanti hanno sottolineato l’importanza della comunicazione telematica nel rapporto tra politici e cittadini, uno strumento per raccogliere consensi e ascoltare il malcontento, oltre che mezzo di organizzazione delle campagne elettorali. “Internet non sostituisce i media tradizionali- sostiene l’onorevole Palmieri, artefice del primo sito web di Forza Italia nel 1995 e di quelli più recenti www.pdl.it e www.ForzaSilvio.it- ma è uno strumento molto più economico in termini di denaro. Da non sottovalutare invece il costo in termini di tempo”. La politica italiana potrebbe utilizzare, però, di più e meglio le risorse che vengono dal web: a sottolinearlo è Sergio Rizzo, secondo il quale “bisogna partire dai fondamentali. Il sito del Senato è ben fatto ma non riporta le dichiarazioni patrimoniali di tutti gli onorevoli, cosa che invece in Gran Bretagna e negli Stati Uniti è normale. Questo anche perché la politica nel nostro paese è vecchia”.

Enrico Letta, invece, paragona l’avvento del web 2.0, basato sulla logica della condivisione dei contenuti, al passaggio tra cinema muto e cinema parlato: “E’ una opportunità per chi ha qualcosa da dire di poterla dire e di incontrare persone, sapendo che la discussione condivisa modifica la nostra percezione degli eventi”. Avere a che fare con questo nuovo mondo è utile, ma attenzione a non dimenticare il piacere di vivere la propria quotidianità, al di là della virtualità: “Questo è un mondo magmatico- come ha affermato Sechi- dove tutto parte dall’esperienza reale. Il livello di partecipazione dei partiti è molto basso, ma non bisogna esaltare molto la tecnologia, che può essere ingannevole. State sui social network, condividete, ma non dimenticate il piacere che si prova alzando al cornetta del telefono per scambiare due chiacchiere con il vostro migliore amico”.

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