Il piano industriale 2012-2016 di Enel non convince

Conti_Fulvio_sliderProfitti in calo per il colosso energetico. Il 2011 chiude con un risultato netto di 4,148 miliardi (-5,5% rispetto al 2010)

ROMA – Le linee guida del piano 2012-2016 di Enel, presentate oggi a Roma dall’amministratore delegato e direttore generale, Fulvio Conti, deludono e il titolo fa un tonfo a Piazza Affari. Dopo i primi minuti di contrattazioni il titolo del colosso energetico precipita del 6,45% a 2,85 euro, perdendo la fatidica quota dei 3 euro.

A pesare sul valore del titolo ci sono sicuramente le linee guida del piano strategico per i prossimi cinque anni, che gli analisti di Equita definiscono negativo. Ma c’è soprattutto, agli occhi degli azionisti, la revisione al ribasso, anche se già prevista, della politica dei dividendi. Enel infatti ha deciso di tagliare l’attuale pay-out dal 60% al 40% dell’utile netto ordinario del gruppo a partire dal 2012. Non avrebbe pesato invece sul sentiment del mercato, secondo Fulvio Conti, la preannunciata intenzione di Standard&Poors di ridurre il rating dell’Enel da A- a BBB+ con outlook stabile.

Dati_economici_finanziari_Enel

Ma veniamo ai numeri. Enel ha chiuso il 2011 con un risultato netto del gruppo a 4,148 miliardi di euro in calo del 5,5% rispetto ai 4,39 del 2010 e con un utile netto ordinario di 4,097 miliardi (-7% sul 2010). La riduzione dei profitti è dovuta al maggior carico fiscale che risente anche delle modifiche alla cosiddetta Robin Tax.

In leggera diminuzione invece l’indebitamento. Al 31 dicembre 2011 l’indice finanziario netto si attesta a 44.629 milioni di euro, registrando un decremento di 295 milioni di euro (-0,7%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, i flussi di cassa generati dalla gestione operativa e dalle cessioni di taluni asset non strategici sono stati parzialmente compensati dagli investimenti effettuati nel periodo e dal pagamento dei dividendi. Al 31 dicembre 2011, l’incidenza dell’indebitamento sul patrimonio netto complessivo, il cosiddetto rapporto “debt to equity”, si attesta a quota 0,82 a fronte di 0,83 di fine 2010, mentre il rapporto tra l’indebitamento e l’Ebitda è pari a 2,5 (2,6 al 31 dicembre 2010).

Per quanto riguarda invece gli investimenti effettuati, nel 2011 sono risultati pari a 7.484 milioni di euro (di cui 6.845 milioni riferibili a immobili, impianti e macchinari) con un aumento di 394 milioni di euro rispetto al 2010.
Il management ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,26 euro, a cui va detratto l’acconto di 0,1 euro assegnato lo scorso novembre. Il saldo di 0,16 euro sarà staccato il 18 giugno e messo in pagamento il 21 dello stesso mese.

“Nel corso del 2011 – ha commentato Fulvio Conti, amministratore delegato e direttore generale di Enel – il nostro gruppo ha conseguito risultati molto soddisfacenti e ancora una volta in linea con gli obiettivi precedentemente indicati, pur operando in un generale quadro economico sfavorevole, che si è reso ancora più difficile nell’ultimo trimestre dell’anno, in particolare in Italia e in Spagna.
“Nel 2012 – ha aggiunto – si confermerà, perlomeno nella prima parte dell’anno, l’andamento negativo delle economie dei Paesi maturi in cui operiamo, che tuttavia dovrebbero cominciare a dare segni di ripresa a partire dal 2013…Si prevede comunque di realizzare nell’arco di piano risultati in miglioramento uniti ad un’accresciuta solidità patrimoniale”.

Tra gli obiettivi e le priorità che il gruppo ritiene strategiche per il prossimi anni c’è il consolidamento della posizione di leadership nei mercati maturi di riferimento; la crescita organica nel settore delle fonti rinnovabili nonché in America Latina, in Russia ed in Europa Orientale; l’accelerazione dei processi di efficientamento ed eccellenza operativa; il rigido controllo degli investimenti e attenzione ai processi d’innovazione e il rafforzamento della stabilità finanziaria.

Nel piano 2012-2016 sono previsti investimenti complessivi per circa 27 miliardi di euro. L’ammontare fa segnare un calo di circa 4 miliardi di euro rispetto al precedente piano industriale 2011-2015, per effetto sia dei minori investimenti (-3 miliardi) in Italia e Spagna, sia dei benefici derivanti dal progetto “Optima Capex” per circa 1 miliardo. In Italia gli investimenti stimati si aggireranno intorno ai 7 miliardi di euro, di cui circa il 64% effettuati dalla divisione Infrastrutture e Reti, il 31% dalla divisione Generazione ed Energy Management e il 5% da quella del Mercato.

Il gruppo prevede nel corso dei prossimi cinque anni un calo dell’indebitamento finanziario netto a 43 miliardi di euro nel 2012, per scendere a 39 miliardi nel 2014 e a 30 miliardi nel 2016. A partire da quest’anno comunque cambierà la politica dei dividendi di Enel. Nell’ambito del piano industriale infatti la nuova policy sarà basata su un pay-out pari al 40% dell’utile netto ordinario di gruppo, che finora invece era al 60%. Nell’arco del piano inoltre, si legge nella nota, si prevede anche che i dividendi saranno distribuiti una volta all’anno, senza ricorrere al pagamento di acconti. Conoscendo l’avidità degli azionisti, si capisce la freddezza con cui queste scelte sono state accolte dal mercato.

Enel ha inoltre ha previsto alcune dismissioni di asset minori per 1,8 miliardi, che saranno poi in gran parte utilizzati per riacquistare partecipazioni di minoranza in mano ad azionisti locali oggi presenti nelle società operative in America latina. Fra gli asset messi sul mercato ci saranno, oltre alla quota di circa il 5% di Terna già ceduta il mese scorso per 281 milioni, anche Endesa Irlanda e un società che gestisce una tratto della rete in Brasile.

Obiettivi quantitativi 2012-2016

Per il 2012 si prevedono attualmente i seguenti target:
•    Ebitda pari a circa 16,5 miliardi di euro
•    Utile netto ordinario di Gruppo pari a circa 3,4 miliardi di euro
•    Indebitamento finanziario netto pari a circa 43 miliardi di euro

Per il 2014 si prevedono attualmente i seguenti target:
•    Ebitda pari a circa 17,0 miliardi di euro
•    Utile netto ordinario di Gruppo pari a circa 3,8 miliardi di euro
•    Indebitamento finanziario netto pari a circa 39 miliardi di euro

Per il 2016 si prevedono attualmente i seguenti target:
•    Ebitda pari a circa 19,0 miliardi di euro
•    Utile netto ordinario di Gruppo pari a circa 5,0 miliardi di euro
•    Indebitamento finanziario netto pari a circa 30 miliardi di euro

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