Authority, lo spoil system è già cominciato

Calabro_CorradoAll’Agcom e alla privacy si fanno già i nomi dei successori di Calabrò e Pizzetti. All’Avcp confermato Santoro

 

ROMA – Le nomine ai vertici delle Autorità si sa aprono partite di potere, capaci di influenzare i grandi affari e i tassi di concorrenza dentro il sistema. Per questo sono in molti a chiedere la fine dell’ingerenza della politica per assicurare più trasparenza e competenza nell’individuazione dei candidati che nei prossimi anni dovranno essere i garanti delle regole e dei diritti di tutti e per tutti.

Pur lasciando invariata la procedura per le nomine (i membri sono nominati dal Senato e dalla Camera dei deputati, senza alcun vincolo di genere o competenza, mentre per il presidente l’elezione è diversa a seconda dell’Authority), qualcuno suggerisce, come avviene in Europa e in America, che i candidati vengano ascoltati in una audizione pubblica dalle commissioni dei due rami del Parlamento. Lo scopo ovviamente è quello di conoscere i rispettivi programmi, i curricula, le convinzioni fondamentali. Lo stesso obiettivo potrebbe essere raggiunto attraverso una consultazione pubblica tra operatori del settore, stakeholders e associazioni degli utenti.

In attesa che qualcosa cambi nei criteri di selezione, sono già cominciati i movimenti per le prossime nomine di due Authority. La prima, e forse la più importante per le sfide che dovrà affrontare nei prossimi mesi, è l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) il cui presidente, Corrado Calabrò, dopo sette anni di mandato scade a maggio insieme a tutto il consiglio. Vista l’impossibilità di ricandidarsi per un secondo mandato, già si fanno i primi nomi su chi sarà chiamato ad assegnare l’utilizzo delle frequenze o a decidere sulle regole della par-condicio che governeranno l’ormai imminente campagna elettorale.

Tra i nomi più accreditati, come riferisce Milano Finanza, ci sono Fabio Colasanti, ex dg della direzione per l’informazione della Comunità europea, e Vincenzo Zeno Zencovich, professore di diritto comparato all’Università Roma Tre. Zencovich si occupa di diritto privato europeo, di media e di nuove tecnologie della informazione e della comunicazione. Per il posto di uno dei quattro Commissari invece (prima del governo Monti erano otto) in corsa ci sono Roberto Zaccaria e Giovanni Valentini di La Repubblica.

Alla presidenza dell’Autorità Garante della Privacy è dato invece quasi per certo l’arrivo dell’attuale garante europeo per i dati personali, Giovanni Buttarelli, ex segretario generale dell’authority.

All’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici (Avcp) i giochi sono già stati fatti. Alla presidenza è stato infatti eletto il consigliere di Stato, Sergio Santoro, reggente dell’Autorità da luglio scorso. Santoro, ex capo di gabinetto del sindaco Alemanno, è stato oggetto di interrogazioni parlamentari per il suo doppio ruolo di presidente e componente del collegio di avvocati in un ricco arbitrato sull’Acquedotto Pugliese. Non solo, nel medesimo lodo, risulta che l’Avvocatura dello Stato abbia ritenuto i compensi pretesi dai tre arbitri (che si sono autoliquidati una parcella di 1.978.000 euro), non congruenti con la normativa vigente e dunque da ridurre drasticamente.

Arriva dal gabinetto di Alemanno anche uno dei due componenti del consiglio dell’Authority nominati a fine 2011. E’ Sergio Gallo che, con Luciano Berarducci, già presidente del Consorzio Iricav per la costruzione dell’Alta velocità Roma-Napoli e responsabile dei progetti speciali di Condotte, area Cl, va a sommarsi ai quattro membri del Consiglio in barba alle nuove disposizioni di Monti, previste del decreto ‘salva-Italia’, che riducono il numero dei consiglieri di tutte le Authority italiane.

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