Golden share, il decreto che rivede poteri speciali

Golden_sharePoteri speciali di intervento e di veto attribuiti allo Stato come azionista delle società ex pubbliche ormai privatizzate

ROMA – Il consiglio dei ministri approva il decreto legge che rivede i poteri speciali della cosiddetta ‘golden share’ per chiudere il contenzioso con l’Unione Europa. L’esecutivo interviene su un dossier che da dieci anni attendeva una definizione.
La cosiddetta ‘golden share’ consiste nei poteri speciali di intervento e di veto attribuiti allo Stato come azionista delle societa’ ex pubbliche ormai privatizzate, come Enel, Eni, Finmeccanica o Telecom Italia.

Il presidente del consiglio, Mario Monti, già a novembre aveva assicurato al presidente della Commissione europea Barroso di intervenire per modificare le norme che attribuiscono poteri speciali al governo per la tutela di società di rilevanza strategica. E nei giorni scorsi il commissario europeo al mercato interno, Michel Barnier, si era detto fiducioso che l’Italia “risolverà molto rapidamente e in modo definitivo” la modifica delle norme sulle ‘golden share’.

“Con queste nuove norme – si legge nel comunicato di Palazzo Chigi – il Governo mira anche a chiudere la procedura d’infrazione aperta nel 2009 dalla Commissione europea, in relazione alle disposizioni di cui alla legislazione attualmente vigente in Italia. Disposizioni che oggi, sono oggetto di un ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea deciso dalla Commissione europea lo scorso mese di novembre 2011”.

“Con il decreto-legge approvato oggi – si legge ancora nel comunicato – in tema di poteri speciali del Governo sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale e in quelli dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni, di concerto con i ministri degli Affari esteri, dell’Interno, della Difesa, dell’Economia e finanze e dello Sviluppo economico, l’Italia si uniforma alla disciplina giuridica di cui alla normativa dell’Ue, attribuendo all’esecutivo poteri di intervento per tutelare gli interessi legittimi, essenziali e strategici del Paese”.

Per la difesa poteri speciali anche nelle Ue. Per il settore della difesa la golden share dello Stato rimane estesa a tutti i soggetti diversi dallo Stato italiano.

In dettaglio il provvedimento prevede che per il settore della difesa e della sicurezza nazionale, in caso di minaccia effettiva di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza, possono essere esercitati tre poteri speciali. Il primo prevede l’imposizione di specifiche condizioni nel caso di acquisto, a qualsiasi titolo, di partecipazioni in imprese che svolgono attività di rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale. Il secondo prevede il veto all’adozione di delibere dell’assemblea o degli organi di amministrazione di un’impresa che svolge la predetta attività, aventi ad oggetto modifiche all’assetto societario, al mutamento dell’oggetto sociale, allo scioglimento delle società, alle cessioni di diritti reali o di utilizzo relativi a beni materiali o immateriali o l’assunzione di vincoli che ne condizionino l’impiego. Il terzo prevede l’opposizione all’acquisto, a qualsiasi titolo, di partecipazioni in un’impresa che svolge attività di rilevanza strategica nel sistema della difesa e della sicurezza nazionale, da parte di un soggetto diverso dallo Stato italiano, o da enti pubblici italiani, qualora l’acquirente venga a detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione al capitale con diritto di voto in grado di compromettere nel caso specifico gli interessi della difesa e della sicurezza nazionale.

Per l’energia-trasporti e Tlc veto valido solo per paesi extra Ue. Per quanto riguarda i poteri attribuiti allo Stato nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni è prevista anzitutto una notifica al Governo delle delibere adottate da una società che abbia per effetto modifiche della titolarità, la fusione o la scissione. E’ poi prevista la possibilità per il Governo di sottoporre a specifiche condizioni delibere, atti o operazioni che diano luogo ad una situazione di eccezionale minaccia effettiva di grave pregiudizio per gli interessi pubblici relativi alla sicurezza e al funzionamento delle reti e degli impianti e alla continuità degli approvvigionamenti.

Infine, il Governo ha la possibilità di esercitare il potere di veto nel caso in cui il soggetto acquirente originario di un Paese extra-europeo si stabilisca all’interno dell’Unione attraverso l’acquisto di un’azienda o di un suo ramo. In questi casi sono però necessari due presupposti supplementari: la presenza di legami tra gli operatori coinvolti e organizzazioni criminali o con soggetti o enti ad esse collegati; l’intervento sulla società deve essere idoneo a garantire la continuità degli approvvigionamenti; il mantenimento, la sicurezza e l’operatività delle reti e degli impianti; il libero accesso al mercato.

“Pensiamo che a seguito dell’approvazione del dl sulla ‘golden share’ la Commissione europea chiuderà la procedura di infrazione relativa alla legislazione precedentemente in vigore”. Lo afferma il ministro degli Affari europei, Enzo Moavero, commentando l’adozione delle nuove norme decise oggi dal governo.

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