Rinasce dopo 20 anni la Federconsorzi

Federconsorzi_sliderDopo i debiti e gli scandali, sta per risorgere l’ex Federazione dei consorzi agrari. Un tesoretto di quasi 1mld di euro

 

ROMA – La Federconsorzi, come la mitica fenice, sta per rinascere. Come si ricorderà, l’ex moloch democristiano che per 50 anni aveva retto le sorti dell’agricoltura italiana crollò il 17 maggio del 1991 sotto un peso spaventoso di debiti e di scandali. Il ministro dell’epoca Giovanni Goria ne decretò il commissariamento dopo che le banche, pesantemente esposte, avevano revocato tutti i fidi. La domanda di concordato preventivo che seguì fu oggetto per decenni di una vicenda giudiziaria passata attraverso condanne penali, pronunce di risarcimento di vari tribunali, sentenze della Corte Costituzionale.

La voragine di spese e di malversazioni, ricostruite anche attraverso due commissioni parlamentari d’inchiesta, fu effettivamente di proporzioni abissali. Per avere solo una pallida idea degli ammanchi, basti pensare che, nell’ultimo quinquennio di attività, la Federconsorzi aveva dato più di 75 miliardi di lire di sovvenzioni dirette e indirette alle associazioni di categoria (Coldiretti, Confagricoltura, Confcooperative); aveva dato in locazione immobili per meno di 500 milioni di lire a fronte di canoni annui valutati 6,7 miliardi; nel suo ultimo bilancio comparivano 397 miliardi per non meglio specificati “altri debiti e partite diverse”; nella sua cassaforte furono trovate cambiali dei Consorzi agrari per 788,4 miliardi.

Ora, la ricostituzione della rete consortile potrebbe ridare corpo alla struttura. Il processo di rinascita di Federconsorzi è guidato dal commissario liquidatore, Luigi Farenga, nominato nel giugno dello scorso anno dopo che il predecessore, Sergio Scicchitano, è stato costretto a dimettersi in seguito all’indagine promossa dalla Procura di Roma sulle false fatturazioni che lo vede coinvolto insieme a Cesare Pambianchi.

Alla fine dell’anno scorso ci sono già state un paio di assemblee per la riforma dello statuto. Ora si passa all’assemblea più delicata, quella per l’approvazione del bilancio e per la nomina del Consiglio di amministrazione che dovrebbe sancire la fine del commissariamento e la ripresa in bonis dell’attività. Passo dopo passo cioè si sta spianando la strada alla fine della gestione commissariale e Fedit potrebbe tornare a riprendere un posto in prima linea nel sistema agroalimentare italiano.

Ma cosa ha fatto riaccendere i riflettori su una vicenda che sembrava morta e sepolta? Sicuramente è stata la molla finanziaria: il riconoscimento dei crediti vantati nei confronti del ministero delle Politiche agricole per i vecchi ammassi di grano.

Dopo cioè la sentenza della Cassazione che stabilì che i Consorzi agrari vantavano ancora un credito di oltre 500 milioni, la Corte di Appello di Roma ha stabilito l’applicazione del tasso di sconto maggiorato di 4,40 punti percentuali più la capitalizzazione semestrale con un calcolo di interessi pari a 4 milioni al mese. Complessivamente dunque la Federconsorzi dovrà incassare oltre 800 milioni, un “tesoretto” su cui in molti hanno già messo gli occhi, a cominciare dalla banche che ancora piangono per la mega sofferenza..

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