Festival del Cinema, è bagarre sul compenso di Muller

Muller_sliderRinviato il Cda odierno a causa, si dice, dello stipendio del prossimo direttore artistico

 

ROMA – Neanche è arrivato e già fa discutere. Parliamo di Marco Muller il cui nome da mesi viene associato al Festival del Cinema di Roma. La sua candidatura, voluta a tutti i costi dai due principali attori in questa storia, il Comune di Roma e la Regione Lazio, ha sin dall’inizio creato un braccio di ferro con gli altro soci della Fondazione, tanto da portare alle dimissioni anticipate l’ex presidente Gian Luigi Rondi.

Ora a riaccendere le polemiche sarebbe il cachet richiesto dal prossimo direttore artistico della kermesse capitolina. Secondo infatti gli ultimi rumors, sarebbe stato proprio questo a far saltare oggi la prevista riunione del Cda del Festival del Film di Roma, che avrebbe dovuto appunto provvedere alla sua nomina.

La miccia che ha fatto esplodere il polverone l’ha accesa il consigliere regionale del Pd, Enzo Foschi, secondo cui l’ex direttore della Mostra di Venezia avrebbe chiesto per guidare quella di Roma la cifra considerevole di un milione e mezzo di euro, lordi, per quattro anni. Cifra che il neopresidente del Festival, Paolo Ferrari, si è precipitato a smentire: “Al futuro direttore verrà proposta una cifra all’interno delle logiche del mercato e della ragionevolezza”.

Nessuno per la verità ha chiarito fino a questo momento quanto davvero abbia chiesto Muller. C’è chi dice 350 mila euro lordi, chi invece 200 mila (a Venezia ne percepiva 180). Comunque il doppio di quello che prendeva il suo predecessore, Piera Detassis (100 mila euro lordi).

Per compensare l’aumento chiesto da Muller si starebbe pensando di nominarlo anche direttore di Business Street, il mercato del Festival attualmente affidato a Roberto Ciccutto, intenzionato ad uscire. E’ comunque una vicenda poco edificante che ne ricorda un’altra analoga, quella del candidato presidente dell’Ingv, le cui pretese economiche tennero banco per alcune settimane per essere alla fine rifiutate dall’interessato.

Le supposizioni di queste ore avrebbero però avuto il potere di rinviare la riunione odierna dello stato maggiore del Festival a venerdì prossimo. Cosa peraltro smentita dallo stesso sindaco Alemanno: “Non c’é nessun problema di compenso per quanto riguarda Muller ma solo un problema burocratico nell’organizzare bene il prossimo Cda”.

Da qui a venerdì il neo presidente dovrà inoltre affrontare anche il problema del bilancio della Festival. Cosa non secondaria viste le spese da mettere a budget. Anche sul deficit di bilancio si gioca alla tombola: si va dal milione di euro a ben oltre i due, provocati soprattutto dai crediti non più esigibili, tra cui quelli della Regione Lazio che deve al Festival 2,8 milioni di arretrati.

Come si vede, una patata bollente che il vertice del Festival dovrà fare in fretta a raffreddare visto che la nuova edizione è alle porte e non c’è ancora niente di preparato.

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