14:29 | Scoperta truffa alla Regione Lazio per quasi 3 mln di euro. Tre persone denunciate

Una maxi truffa ai danni della Regione Lazio che andava avanti da alcuni anni e che ha comportato un danno per minori introiti erariali di quasi 3 milioni. A portarla alla luce le indagini effettuate dagli agenti del commissariato Colombo diretti dalla dottoressa Agnese Cedrone, e che hanno portato alla denuncia di tre persone per truffa aggravata e continuata ai danni della regione Lazio.

Gli agenti, in base alle prove acquisite e alla documentazione sequestrata, hanno inoltre richiesto all’Autorità giudiziaria il sequestro delle strutture e dei conti correnti.

Secondo quanto riferito dalla polizia di Stato, i titolari di alcune delegazioni Aci, due di Frosinone e tre di Roma, avevano architettato vari sistema per versare importi derivanti dalle riscossioni delle tasse di circolazione in misura notevolmente inferiore a quelli dovuti.

Gli “stratagemmi per mettere in atto la truffa erano diversi e ingegnosi e variavano da un titolare all’altro”, spiega la polizia, il titolare di una delegazione Aci con sede nella provincia di Frosinone, aveva escogitato un sistema semplice ma efficace: ogni settimana effettuava un bonifico in favore dell’ente pubblico, versando però una somma molto inferiore a quella dovuta. Ometteva la prima cifra del bonifico, quella delle migliaia, falsificava la ricevuta aggiungendo la cifra mancante, quindi inviava in Regione la ricevuta di pagamento che indicava la somma effettivamente dovuta.

Questo metodo veniva utilizzato anche dalla titolare di un’altra agenzia di Roma che, di fronte ai riscontri investigativi contestati dai poliziotti, ha cercato di sviare le proprie colpe su dipendenti immaginari.

Un altro caso ha riguardato una persona, già titolare di due licenze, che a causa di una precedente vicenda di tributi non versati, con la conseguente revoca delle licenze, le aveva cedute a propri familiari, continuando di fatto a gestire le due agenzie. Per rendere difficili gli accertamenti, aveva creato numerose società e aperto decine di conti correnti, attraverso i quali mascherava gli ingenti proventi derivanti dalle somme distratte.

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