Insegnati di sostegno, il Tar dispone il rapporto 1 a 1

Scuola_sliderSecondo il Tribunale l’alunno diversamente abile deve avere un insegnate durante tutto l’orario scolastico

ROMA – “Il diritto all’istruzione, all’educazione e all’integrazione scolastica della persona portatrice di handicap è un diritto pieno, non suscettibile di affievolimento neanche a fronte di carenze di organico ovvero di stringenti esigenze di bilancio, costituendo tali diritti “un nucleo indefettibile di garanzie per gli interessati”. Così si espresse la Corte Costituzionale nel 2010 sull’annoso problema degli insegnati di sostegno nella scuola pubblica e privata.

È su queste premesse che la III sezione bis del tribunale amministrativo regionale del Lazio con sentenza n. 02199 depositata il 5 marzo scorso, ed immediatamente esecutiva, ha disposto che lo studente con handicap ha diritto al rapporto 1 alunno diversamente abile / 1 insegnante di sostegno, ovvero ha diritto ad avere accanto durante tutte le ore della sua permanenza a scuola l’insegnante di sostegno al fine di rendere effettiva l’integrazione del minore all’interno della scuola.

Il ricorso è stato presentato dal Coordinamento Scuole Elementari di Roma, con cui tredici famiglie contestavano l’assegnazione di un numero di ore di sostegno inferiore al necessario per i loro figli, affetti da handicap gravi. Vi hanno partecipato 13 famiglie ai cui figli, frequentanti la scuola dell’infanzia (ex materna) o la scuola primaria (ex elementare), non era stato assegnato dal ministero dell’Istruzione il numero delle ore di sostegno di cui avrebbero avuto diritto secondo la Diagnosi Funzionale redatta dalle Asl.

“Questo ricorso – commentano dal Coordinamento – è di fondamentale importanza poiché è il primo ricorso collettivo che viene effettuato e vinto presso il Tar del Lazio. L’esito positivo non riguarda solamente le 13 famiglie ricorrenti, ma assume una valenza sociale e di civiltà del Paese in linea con i principi di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione”.

Gli insegnanti di sostegno, per studenti portatori di handicap non gravi, vengono assegnati uno per due alunni. In caso però di casi acuti può essere autorizzata dal dirigente scolastico l’attivazione di posti di sostegno in deroga al rapporto insegnanti/alunni.

Il riconoscimento di un numero adeguato delle ore di sostegno, secondo la diagnosi funzionale, al fine di garantire il diritto all’istruzione per gli alunni diversamente abili, viene però, come raccontato dal Coordinamento Scuole Elementari di Roma, nella stragrande maggioranza dei casi disatteso dal ministero dell’Istruzione. Non solo, ma con le poche risorse a disposizione delle scuole, i tagli vengono effettuati anche agli insegnanti e alle ore di sostegno, a discapito ovviamente dei più deboli.

Dopo la vittoria del primo ricorso legale collettivo, il Coordinamento delle scuole elementari ha organizzato per giovedì prossimo un presidio davanti al Miur per chiedere di essere ricevuta dai dirigenti del Ministero “per pretendere che il diritto alle pari opportunità e al successo formativo sia pienamente garantito a tutti. I ricorsi – aggiungono – però da soli non possono costituire la risoluzione di un problema che riguarda decine di migliaia di alunni, di famiglie e la scuola pubblica”.

Secondo infatti le diagnosi funzionali delle Asl, questi bambini – che frequentano scuole d’infanzia o elementari – avrebbero avuto diritto al rapporto a 1 (un insegnante di sostegno per il totale del tempo scuola di ciascun alunno disabile). La sentenza, pertanto, ha ribadito la necessità di rispettare il rapporto 1 a 1 per bambini con handicap gravi, integrando il numero degli insegnanti, dove occorra, attraverso la flessibilità organizzativa o l’assunzione con contratti a tempo determinato di altri insegnanti di sostegno.

La Corte costituzionale con sentenza del 26 febbraio 2010 è andata ben oltre dichiarando illegittimo il rigido limite fissato dalla legge 244 del 2007 al numero degli insegnanti di sostegno. Infine, la riduzione degli organici di sostegno, si pone in contrasto con l’articolo 38 della Costituzione che prevede il diritto all’educazione per i disabili.

Alla sentenza del Tar si è aggiunta ieri la parlamentare del Pd, Maria Coscia, che con un’interrogazione in Commissione, ha chiesto al ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca come intenda adoperarsi per dare seguito alle sentenze sopramenzionate, garantendo quindi agli alunni disabili l’insegnante di sostegno durante l’intero orario scolastico, prevedendo la necessità di rispettare il rapporto di uno a uno nei casi degli alunni con handicap particolarmente gravi, integrando il numero degli insegnanti dove occorra e, negli altri casi, rispettando il rapporto minimo di un insegnante di sostegno ogni due alunni.

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