Roma parla inglese ma sogna il cinese e l’arabo

Lingue_straniereQuasi il 90% dei visitatori delle Biblioteche romane conosce almeno una lingua straniera

 

ROMA – E’ l’inglese, come era prevedibile, la lingua maggiormente conosciuta dai visitatori delle Biblioteche di Roma che hanno partecipato al sondaggio Eurispes 2011: “Conosci le lingue estere”, condotto in 28 (su 34) Biblioteche del comune di Roma, i cui risultati sono stati presentati presso la Commissione Europea.

Dopo la lingua di sua Maestà (92,6%), i quasi mille visitatori delle biblioteche di Roma che hanno risposto correttamente al questionario tra il 4 e il 14 ottobre 2011 affermano di sapere il francese (42%), lo spagnolo (26,6) e il tedesco (9.1).

I risultati della ricerca, fatta in collaborazione con Eunic (European Union National Institutes for Culture), evidenziano inoltre quali lingue vorrebbero conoscere gli intervistati: il 43,4% studierebbe lo spagnolo, seguono il tedesco (34,2), il francese (30,9) e l’inglese (28) o il portoghese (10,1).

“In questa Europa dove si parla sempre di soldi, dimentichiamo troppo spesso che l’Europa è prima di tutto un progetto culturale”, ha commentato Susanne Hoehn, direttrice del Goethe Institut e presidente dell’Eunic (European Union National Institutes for Culture).

Tra i dati più interessanti, quello riguardante le lingue extra-europee: il 40,8% di chi vorrebbe conoscere un’altra lingua indica il cinese, il 32% l’arabo, il 24,8% il giapponese e il 15,7% il russo.

Dalla ricerca emerge che il 70% degli intervistati imputa alla insufficienza dell’insegnamento scolastico la difficoltà di sostenere una conversazione in lingua estera, come rilevato per l’Italia da Eurobarometro. La carenza è colmata con il ricorso a corsi di istituti specializzati o soggiorni all’estero, con costi aggiuntivi per le famiglie. Da qui il riconoscimento, tra l’altro, del valore integrativo dei servizi del sistema Biblioteche di Roma, dove il 55% degli intervistati, frequentando la Biblioteca, si trova comunque a consultare libri e riviste in lingua estera.

Il sondaggio si inserisce nella più ampia iniziativa promossa da Eunic, la rete europea di coordinamento degli istituti esteri di cultura, sull’importanza del multilinguismo. L’Euromosaico delle lingue è, infatti per tutti gli Europei, una grande sfida culturale, economica, sociale, politica. Se, da un lato, nel contesto europeo, l’utilizzo della propria lingua è riconosciuto come un diritto fondamentale dei cittadini, dall’altro, non vi è dubbio che la conoscenza delle lingue estere apre delle opportunità e degli orizzonti più vasti di quelli limitati dal proprio ambito nazionale o locale; spinge i cittadini ad aprirsi all’Europa. In tal modo ne rafforza la coesione e l’integrazione. A tal proposito l’Unione europea è impegnata a promuovere programmi per fare in modo che un cittadino possa arrivare a comunicare con la lingua materna ed in più con almeno altre due lingue estere.

Il campione degli intervistati è composto per la maggioranza (il 57%) da utenti di sesso femminile. La percentuale delle intervistate conosce infatti almeno due lingue straniere ed il 21,8% almeno tre; percentuali che diminuiscono di molto se si considera la complementare componente maschile: il 43,5% degli uomini conosce almeno due lingue estere e solamente l’11% almeno tre.

L’89,4% del totale degli intervistati, senza distinzione di sesso, afferma di conoscere almeno una lingua straniera. In particolare, il 42,3% dichiara di sapere una lingua estera, il 38,4% due, percentuali che diminuiscono bruscamente all’aumentare del numero di idiomi conosciuti.

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