Tassisti nel mirino dell’Autority per le proteste di gennaio

taxiIl procedimento avviato dall’Authority riguarda gli scioperi in molte città italiane fra il 12 e il 20 gennaio

 

ROMA – L’Autorità di garanzia sugli scioperi ha aperto un procedimento di valutazione nei confronti delle principali associazioni di categoria dei taxi. Il procedimento riguarda i blocchi dei taxi che si sono verificati in molte città italiane fra il 12 e il 20 gennaio. Sempre secondo quanto si apprende, il procedimento ha avuto origine da segnalazioni di Prefetture e cittadini.

La decisione dovrebbe essere notificata nei prossimi giorni alle associazioni dei taxi che potrebbero poi essere convocate. Successivamente la Commissione potrebbe deliberare delle sanzioni (da un minimo di 2.500 a 25mila euro).

Durante i disordini di gennaio, scatenati dalle norme sulle liberalizzazioni, l’Authority aveva preso posizione contro le proteste dei tassisti e aveva esortato il Viminale, i prefetti e i sindacati di categoria ad intervenire considerando illegittimi i blocchi promossi al di fuori delle regole di garanzia per gli utenti, in particolare per quanto attiene l’obbligo di preavviso e di garanzia di un servizio minimo.

“L’Autorità di garanzia sugli scioperi – ha commentato il Codacons – avrebbe deciso, finalmente, di aprire un procedimento di valutazione verso le principali associazioni di categoria dei taxi a seguito delle proteste avvenute a gennaio.
“Il procedimento – spiega l’associazione dei consumatori – si fonda su elementi istruttori forniti dal Codacons che, sulla vicenda, aveva presentato il 13 gennaio un esposto alla Commissione, evidenziando, ad esempio, il mancato preavviso di 10 giorni che va rispettato anche in caso di sciopero spontaneo o di sciopero proclamato da soggetti diversi dalle organizzazioni sindacali».

Il Codacons lamenta, però, i tempi lunghi della giustizia: «E’ evidente, infatti, che se illegalità vi sono è determinante intervenire con tempestività per evitare escalation e far sapere, a chi protesta illegittimamente, di essere già sotto osservazione. Ma la funzione di deterrenza viene meno se si apre un procedimento a due mesi dall’esposto, come sembra essere avvenuto in questo caso».

“Una decisione inopportuna – commentano i sindacati di categoria – nei tempi perché a scoppio ritardato, e anche nel merito, sembra che questa categoria non possa essere lasciata in pace, siamo dei perseguitati”.

Nel frattempo l’associazione di Carlo Rienzi comunica la presentazione di una diffida al Comune di Roma e alle varie cooperative di tassisti, in cui si chiede di non applicare la sovrattassa di due euro nei confronti degli utenti che salgono sui taxi presso la Stazione Termini. Balzello che, stando ad alcune segnalazioni pervenute, verrebbe ancora richiesto da alcuni tassisti.

Il Tar del Lazio infatti – spiega l’associazione nella diffida – ha annullato l’ordinanza con la quale si disponeva l’addizionale di 2 euro, supplemento legato all’obbligo di turni fissi che imponevano, a rotazione, la presenza di un certo numero di taxi presso la stazione Termini. Il Codacons ha dunque chiesto al Comune e alle organizzazioni sindacali delle auto bianche il rigoroso rispetto di quanto disposto dal Tar.

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