Tessera del tifoso addio, arriva la “Fidelity Card”

tessera_del_tifosoSLIDERLa decisione di Viminale e Figc per fidelizzare i tifosi dando la sensazione di non essere schedati e con meno controlli

 

ROMA – La tessera del tifoso ancora al centro delle polemiche. Dopo due anni di botta e risposta tra Viminale e tifosi, allenatori, calciatori e pronunciamenti del Consiglio di Stato, arriva la notizia che verrà sostituita, a partire dal prossimo anno, da una “Fidelity card”. Uno strumento che permetterà una maggiore responsabilità da parte di club e supporter e meno controlli e fatiche per ottenerla.

Dal ministero dell’Interno e dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio parlano di evoluzione della tessera, ritenuta necessaria per portare verso un maggiore senso di appartenenza tra tifo e società di calcio, con la valorizzazione per i possessori della nuova “Fidelity card” di sconti e agevolazioni. E’ arrivato, cioè, il momento di fidelizzare i tifosi senza dar loro la sensazione di essere schedati: è questo l’obiettivo di ministero e dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive.

Il nuovo progetto prevede il rilascio della card entro trenta giorni dalla richiesta, nessun collegamento bancario, circolarità che varrà in tutti gli stadi italiani. Se infatti fino a ieri mettersi in viaggio per seguire la propria squadra del cuore fuori porta era consentito soltanto a chi aveva sottoscritto la tessera, d’ora in avanti lo potrà fare anche chi non ha in tasca la card, ma può contare su un amico che, tesserato, gli compri il biglietto. E poi, abbattimento delle gabbie per i tifosi ospiti e creazione di un’area ospitalità in almeno dieci impianti. Una operazione che coinvolgerebbe oltre un milione di persone. In particolare, dai dati dell’Osservatorio emerge che complessivamente sono 1.014.371 le Tessere attualmente in circolazione: di queste, 839.368 sono state rilasciate in serie A, 127.525 in serie B e 47.478 in Lega pro.

“La tessera del tifoso manterrà inalterate le sue caratteristiche fondamentali già evidenziatesi negli ultimi due campionati, a cominciare dalla necessità del suo possesso per le trasferte e gli abbonamenti, sia per questo che per il prossimo campionato di calcio”, ha sottolineato il capo della polizia Antonio Manganelli.

Polemico, invece, e c’era da aspettarselo, colui che la tessera del tifoso l’aveva ideata e voluta contro tutti e tutto, e cioè l’ex ministro leghista Roberto Maroni, che dalla sua pagina Facebook ha tuonato: “Non hanno vinto soltanto le tifoserie violente, ma anche quei club come la Roma, di cui il ministro Cancellieri (attuale titolare del dicastero) è tifosissima, che non avevano mai accettato queste regole. E, invece, hanno perso i tifosi veri con la t maiuscola che vanno allo stadio per vedere la partita e non per menare le mani. La tessera ha dato grandi risultati nelle lotta alla violenza da stadio, ma qualcuno ha deciso di abrogarla. La Federcalcio annuncia che ci saranno meno controlli. Ma come? Meno controlli per contrastare i violenti?”.

Intanto, i club già sono a lavoro per studiare quali servizi offrire ai propri supporter, per incrementare il rapporto che li unisce, cercando di portare quante più persone allo stadio, risollevando magari anche i bilanci ai botteghini, sia in termini di vendita di biglietti che di abbonamenti. La nuova direzione voluta dall’Osservatorio sulle manifestazioni sportive va incontro anche alle richieste dell’Uefa, da sempre contraria ad ogni forma di potenziale schedatura e, quindi, all’introduzione di uno strumento che, visto da fuori confine, appariva proprio come qualcosa di simile ad una barriera fra appassionati e calcio.

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