Per gli asili nido esiste un vero e proprio “Modello Roma”

asilo_nido1L’assessore De Palo ha fatto il punto all’inaugurazione di una nuova struttura. Ma non è tutto oro ciò che luccica

ROMA – Per chi non lo sapesse, esiste un vero e proprio “Modello Roma” in fatto di asili nido e offerte per la scuola dell’infanzia. Una situazione unica per la formazione degli operatori, sia qualitativamente che quantitativamente. A dichiararlo è stato l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale, Gianluigi De Palo, a margine dell’inaugurazione dell’asilo nido “Calimero” nel XII Municipio, una occasione per riflettere anche sulla situazione delle 462 strutture disseminate su tutto il territorio capitolino. “Nonostante la crisi economica- ha dichiarato De Palo-, Roma Capitale dà una risposta importante nell’ambito delle politiche familiari. Aumentare la disponibilità dei nidi, oltre che per l’ambito educativo, infatti, è un segnale di attenzione nei riguardi delle mamme e dei papà di Roma”.

L’inaugurazione del nido “Calimero”, affidata in concessione alla cooperativa “Santi Pietro e Paolo Patroni di Roma”, simboleggia dunque la possibilità per la città di rispondere alla crisi prendendosi cura dei più piccoli, e lasciando la possibilità ai genitori di poter lavorare senza troppi problemi. La struttura accoglie 124 bambini, con età compresa tra i 0 e i 3 anni, come negli altri asili nido della città. Vi lavorano 22 educatrici e 9 ausiliari. Ogni sezione è dotata di un giardino interno e l’asilo offre ampi spazi verdi e una cucina interna, come riporta il sito ufficiale del Campidoglio. Il bacino d’utenza comprende famiglie provenienti da Mostacciano, Acilia e Torrino-Mezzocammino.

Servizi disponibili e soprattutto accessibili a tutti. La tariffa media mensile è di 146 euro, cifra invariata da undici anni, e, complessivamente, la capienza totale per l’anno educativo 2012-2013 sarà di 21.598 posti-nido.  Negli ultimi 3 anni a Roma sono stati aggiunti 4 mila nuovi posti, con l’obiettivo di accogliere il 33% delle domande, come richiesto dal parametro di Lisbona. Attualmente, la Capitale è al 29%. Dei 462 asili nido, 203 sono a gestione diretta, 277 a gestione indiretta e 32 sezioni “ponte”, riservate ai bambini di 3 anni, per avviarli alla Scuola dell’Infanzia.

Le caratteristiche del “Modello Roma”, secondo l’assessore, sono semplici: la quantità delle risorse umane ed economiche investite; la complessità organizzativa completamente centralizzata; il coinvolgimento di tutto il personale educativo e scolastico (di ruolo, incaricato, part-time, etc.) nel piano della formazione; l’omogeneità dell’intervento formativo che garantisce la qualità di tutti i servizi in modo uniforme; il coinvolgimento di docenti esterni esperti del settore, la maggior parte provenienti dal mondo accademico.

Ma non è tutto oro ciò che luccica. Il “Modello Roma” esisterà anche, ma i problemi da risolvere per il Campidoglio sono ancora molti. Lo sa bene il sindaco della XV Municipalità, che giorni fa si era rivolto al sindaco Alemanno perché la situazione delle strutture presenti su quel territorio stanno vivendo una situazione disperata. “L’organico del personale supplente- ha denunciato Gianni Paris-  per gli asili nido e per le scuole materne è assolutamente insufficiente a coprire le assenze del personale di ruolo. Nelle nostre 16 strutture, con 200 educatrici in organico, sono disponibili poco più di 30 supplenti per una media di circa 40 assenze giornaliere”. Ma non solo. Paris sottolinea come giornalmente arrivino nel suo Municipio richieste di disponibilità di docenti anche  da altri parti della città, sottolineando come la situazione sia grave e difficile da gestire su tutto il territorio della Capitale. Secondo il minisindaco, “il Campidoglio non risponde a nessuna sollecitazione e non fornisce indicazioni su tempi e modalità di risoluzione. E’ evidente che si vuole attuare una bieca politica di risparmi al buio per cui nei prossimi giorni questo Municipio si vedrà costretto a interrompere i servizi degli asili nido e delle scuole dell’infanzia del territorio, laddove con le supplenze disponibili non si potranno coprire le assenze di educatrici e insegnanti”.

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