Ponte della Musica, una brutta nota il degrado intorno all’opera

ponte-della-musicaAncora molti i disagi dell’area. Cantieri abbandonati, pista ciclabile ancora chiusa e baracche

 

ROMA – Non si placano le denuncie e i j’accuse dei cittadini e dei rappresentanti istituzionali al degrado dell’area intorno al Ponte della Musica, l’opera, inaugurata il 31 maggio 2011, che idealmente dovrebbe collegare l’Auditorium con lo Stadio Olimpico. La struttura che in realtà attraversa il Tevere unendo i quartieri Della Vittoria (lungotevere Maresciallo Cadorna) e Flaminio (piazza Gentile da Fabriano), continua a far discutere.

Stavolta a chiedere l’immediato intervento dell’amministrazione capitolina per risolvere quello che viene definito ‘un degrado intollerabile’ è il senatore del Pd Roberto Della Seta. “Dopo aver tagliato i nastri delle opere inaugurate, Alemanno dovrebbe preoccuparsi che siano pienamente fruibili per i cittadini. Il contesto di degrado in cui versa il Ponte della Musica è, appunto, intollerabile e richiede un intervento in tempi rapidi”.

Il senatore Della Seta scende nei particolari. “Dopo un’inaugurazione del Ponte più volte rimandata – continua – i cittadini e le migliaia di ciclisti romani aspettavano di poter tornare a usufruire della pista ciclabile posta sulla banchina del Tevere, ma purtroppo dopo quasi un anno tutto questo non è ancora avvenuto. Di fatto quei pochi metri di strada che passano sotto il ponte della Musica all’altezza del Lungotevere Maresciallo Cadorna sono ancora chiusi e recintati, anche se il cantiere non esiste più. Inoltre le scale all’interno della struttura del Ponte non sono accessibili, anche perché non è stata avviata la bonifica del terreno sottostante.

In questa situazione, più volte denunciata dall’amministrazione del XVII municipio, esiste un’altra emergenza, questa volta sociale e umana, che riguarda la banchina del Tevere da via Capoprati a Ponte Duca d’Aosta. Da parecchi mesi infatti l’area ospita un accampamento di circa 15 baracche, nelle quali vivono, in una situazione igienico-sanitaria quanto mai disagiata, circa 60 cittadini stranieri senza fissa dimora.

“L’amministrazione Alemanno – conclude Della Seta – deve rimediare al più presto alla sua inefficienza e al suo lassismo, verificando innanzitutto se nella baraccopoli lungo il Tevere siano presenti dei minori e restituendo ai cittadini la completa fruibilità dell’area”.

La risposta dell’amministrazione comunale non si è fatta attendere. “Entro due settimane riaprirà il tratto di pista ciclabile interrotto da tempo sotto il Ponte della Musica”. Ad annunciarlo l’assessore all’ambiente di Roma Capitale, Marco Visconti, che è andato di persona sulle sponde del fiume per verificare lo stato dei lavori assieme ai tecnici dell’Ardis, l’agenzia alle dipendenze della Regione. La sola (!) matassa da districare è quella delle competenze: se il Campidoglio si deve occupare del cantiere e della ciclabile, tocca invece all’agenzia regionale la tutela del verde ai margini del Tevere, avvolti completamente da rifiuti di ogni genere.

Sul degrado dell’area era intervenuto anche Giovanni Barbera, presidente del Consiglio del XVII Municipio. “Lo stato nel quale versa oggi l’area intorno al ponte della Musica, opera di 8 milioni di euro inaugurata anzitempo e non ancora conclusa oggi, la dice lunga sul modo in cui viene amministrata la nostra città. ‘Sotto gli eventi il nulla’ potrebbe essere il titolo con cui ricordare questa nefasta consiliatura per la città di Roma. Il mancato completamento di questa grande opera simboleggia, sotto tutti punti di vista, il fallimento della Giunta Alemanno. Sarebbe veramente ora che in città si cambiasse musica!”.

Parla invece di ritardo mostruoso e inammissibile Legambiente Lazio. “I pedoni e i ciclisti che passeggiano lungo il Tevere – spiega il presidente Lorenzo Parlati – devono fare un lungo slalom sul piccolo marciapiede che sta sul Lungotevere Maresciallo Cadorna tra le auto che sfrecciano, correndo seri rischi.

Via Capoprati era una delle passeggiate sul Tevere più amate dai romani, va ripristinata subito, magari prima di inaugurare l’altro ponte, quello della scienza a Testaccio per evitare la beffa di passare da un’inaugurazione all’altra senza nemmeno preoccuparsi di chiudere i cantieri”.

“Prima che iniziassero i lavori – aggiunge Massimo Di Stefano, presidente del Circolo Legambiente Roma Nord – abbiamo chiesto che si adottasse un piano complessivo per l’area, facendo sì che il ponte fosse almeno un’occasione di riqualificazione dell’area fluviale, procedendo finalmente allo sgombero dell’autodemolitore bonificando l’area, realizzando la sistemazione a verde di tutto l’alveo fluviale in particolare delle due scarpate. Tutte proposte che, almeno per ora, sono lettera morta, mai raccolte dal Comune di Roma”.

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