Dall’Italia soldi pubblici alle Pmi serbe

Boris_Tadic_Il Governo stanzia un credito di 30 milioni alle aziende serbe a tassi molto favorevoli. E non è la prima volta

 

ROMA – Pochi giorni fa, l’8 marzo 2012, si è tenuto a Belgrado un vertice intergovernativo Italia-Serbia a cui ha partecipato una folta delegazione dell’Esecutivo italiano. Tale massiccia presenza testimonia l’importanza che il Governo Monti attribuisce ai rapporti con la Serbia, anche alla luce della sua candidatura a far parte dell’Unione Europea.

Importanti accordi sono stati siglati tra i due Paesi, ad esempio quello sullo sviluppo rurale e sul controllo della qualità nel settore agricolo. Tra le varie misure approvate vi è anche lo stanziamento del Governo italiano di una linea di credito di 30 milioni di euro a sostegno delle piccole e medie imprese e delle aziende municipalizzate serbe. Si tratta di una seconda tranche di credito, dopo una prima già stanziata nel corso del 2011 da 15 milioni di euro, a condizioni molto favorevoli per le imprese serbe: il credito, sarà infatti stanziato ad un tasso di interesse effettivo del 4,85 per cento e sarà rimborsabile entro 8 anni. Unico vincolo è l’utilizzo, fino al 70 per cento del suo ammontare, per l’acquisto di beni e servizi di origine italiana, mentre il rimanente 30% potrà essere impiegato nella copertura dei costi locali.

Le piccole e medie imprese serbe accederanno al credito attraverso l’intermediazione di nove istituti bancari locali, selezionati attraverso evidenza pubblica. A questo preciso proposito sono stati realizzati due corsi, uno per gli operatori bancari ed uno per gli operatori delle aziende municipalizzate serbe.

Pur comprendendo l’importanza strategica degli accordi economici stipulati con la Serbia, tre senatori della Lega Nord, Roberto Mura, Gianvittore Vaccari e Luciano Cagnin evidenziano che sarebbe altrettanto importante concedere finanziamenti agevolati alle piccole e medie imprese italiane.

Le imprese sono oggi infatti in grave difficoltà a causa della fase recessiva dell’economia e del progressivo restringimento delle linee di credito che gli istituti di credito stanno operando, a causa anche dei nuovi requisiti patrimoniali che le autorità bancarie europee hanno imposto.

I tre senatori leghisti chiede quindi al ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera quali siano i dettagli degli accordi stipulati tra il Governo italiano e quello serbo a Belgrado, quale sia l’obiettivo del finanziamento di 30 milioni di euro destinato alle piccole e medie imprese serbe e come infine sia stata utilizzata la prima tranche di 15 milioni di euro erogati nel 2011.

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