Presentato a Londra il piano strategico dell’Eni

Scaroni_sliderAumento della produzione di idrocarburi e gas e riduzione dei costi. I grattacapi della chimica e della raffinazione

 

ROMA – L’Amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni ha presentato oggi alla comunità finanziaria il Piano Strategico 2012- 2015. Gli obiettivi qualificanti consistono in un’elevata crescita della produzione di idrocarburi nel rafforzamento della leadership nel mercato del gas italiano ed europeo, in un ambizioso programma di riduzione dei costi mirato al recupero di redditività e nella ristrutturazione della chimica finalizzata al ritorno a  risultati positivi.

In particolare nella produzione di idrocarburi è previsto un tasso di incremento medio annuo di oltre il 3% nel periodo 2012- 2015, in uno scenario di prezzi del petrolio più elevati rispetto al piano precedente. La strategia di crescita è basata sul contributo proveniente da cinque aree chiave, quali Russia (penisola di Yamal), mare di Barents, Kazakhstan, Venezuela e la regione dell’Africa sub-sahariana, oltreché sul rapido recupero della produzione libica a livelli ante crisi.

Oltre l’orizzonte di piano, la crescita sarà garantita da ulteriori fasi di sviluppo di giant esistenti e nuovi start up, tra i quali lo sviluppo completo dei progetti di Junin 5 e Perla in Venezuela, Skrugard-Havis nel Mare di Barents e lo start-up del progetto in Mozambico. Il  rilevante portafoglio di progetti di sviluppo consente di prevedere una crescita di circa il 3% medio annuo tra il 2015 e il 2021.

Nel settore gas & power Eni ha concluso le rinegoziazioni contrattuali con i principali fornitori, Sonatrach e Gazprom, migliorando i propri costi di approvvigionamento e la propria flessibilità contrattuale.

Lo scenario del mercato del gas europeo sarà difficile nel breve periodo e il prezzo del gas spot rimarrà a sconto rispetto a quello dei contratti oil linked, determinando una continua pressione competitiva sul mercato. La situazione è attesa in graduale recupero nel medio e lungo termine. Il target al 2015 è quello di aumentare le vendite in Europa ai clienti business del 18% e quelle ai clienti retail del 28%.

Nella raffinazione, La domanda di prodotti sarà stabile o in declino nell’arco del piano a causa della persistente sovraccapacità nel mondo e in particolare nel bacino Mediterraneo. Eni intende incrementare la flessibilità degli impianti ottimizzando i cicli produttivi, riducendo i costi e valorizzando le tecnologie proprietarie. L’avvio dell’impianto con tecnologia EST nella raffineria di Sannazzaro è atteso per la fine del 2012.

Nel marketing, Eni migliorerà i risultati grazie a nuovi prodotti premium, al re-branding del network di distribuzione, alla completa automazione di alcune stazioni di servizio e all’espansione delle attività non-oil. Il target al 2015 è di un miglioramento dell’EBIT di 550 milioni di euro.

Lo scenario europeo della chimica di base è caratterizzato da una crescente pressione sui prezzi. La strategia di Eni prevede la rifocalizzazione su prodotti a maggior valore aggiunto, con un target di crescita delle vendite in questo ambito del 50%, e  investimenti nella riconversione di alcuni impianti, come il progetto Matrica, in joint venture con Novamont, che prevede la realizzazione a Porto Torres di un impianto di prodotti bio-chimici tra i più grandi al mondo.
Eni si impegnerà inoltre nell’espansione delle attività in mercati emergenti attraverso partnership strategiche e continuerà a promuovere iniziative di miglioramento dell’efficienza di impianti e processi. Il miglioramento atteso dell’EBIT è di oltre €400 milioni nel 2015.

Eni prevede investimenti per 59,6 miliardi di euro nel quadriennio 2012- 2015. Oltre il 75% sarà destinato alle attività upstream, in particolare allo sviluppo di progetti quali Zubair, Junin 5, Perla, Goliat e Kashagan, che sosterranno la crescita produttiva nell’arco del piano e negli anni a seguire.

Sul fronte dell’efficienza, Eni rilancia gli obiettivi di riduzione dei costi. Nel quadriennio verranno realizzati risparmi di 1,6 miliardi di euro che, sommati ai risultati conseguiti dal 2004 a oggi, porteranno a un risparmio totale di 5 miliardi di euro.

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