Al via la primavera del Macro

MACROTra le mostre, l’omaggio a Vettor Pisani e la prima esposizione in Italia delle opere del romeno Mircea Cantor

 

 

ROMA – L’autoritratto di Andy Warhol del 1986, l’omaggio a Vettor Pisani a pochi mesi dalla scomparsa e la prima mostra in Italia dell’artista romeno Mircea Cantor. Sono alcune delle mostre che inaugurano la nuova stagione del Macro di Roma, a partire il 16 marzo. In una cornice, inoltre, nuova e originale: il Museo infatti si trasformerà in uno spazio aperto a contatto diretto con il resto della città. L’obiettivo è di rendere il museo sempre più un punto di incontro e di scambio, capace di svolgere un ruolo di primo piano nella vita culturale italiana. E mostrandosi in grado di competere con le realtà internazionali. Partono così, in entrambe le sedi di via Nizza e del Testaccio, le nuove attività presentata dal direttore Bartolomeo Pietromarchi e dall’assessore alle Politiche culturali e del Centro Storico di Roma Capitale, Dino Gasperini.

Ad aprire la mostra la monumentale “Plastic bags” dell’artista Pascale Marthine Tayou, una mongolfiera fatta di buste di plastica multicolore, suggerendo un diverso e corretto uso del sacchetto di plastica, oggetto divenuto emblema della condizione umana contemporaneo e simbolo della crescente globalizzazione, del consumismo imperante, ma anche del nomadismo che caratterizza la società odierna. A seguire nelle gallerie dell’ala “vecchia” c’è la commovente sala di omaggio a Vettor Pisani, le cui opere sono in dialogo con quelle realizzate di pari passo a Pistoletto e allestite di fronte agli scatti di Elisabetta Catalano e Claudio Abate. Si tratta del primo di una serie di appuntamenti della sezione “Omaggi”, sui protagonisti che hanno formato le radici storiche dell’arte contemporanea di oggi. Accanto, la sala video per “Casting Jesu” di Christian Jankowski, un film che documenta l’audizione di 13 aspiranti attori per il ruolo di Gesù, selezionati, all’interno del Complesso Monumentale di Santo Spirito in Sassia, da una giuria di rappresentanti dello Stato del Vaticano di fronte a un pubblico di centinaia di persone, e i quattro curiosi (100 metri quadrati ciascuno) atelier d’artista, laboratori in progress degli artisti in residenza al museo (Carola Bonfili, Graham Hudson, Luigi Presicce, Ishmael RandallWeeks). Dal 30 marzo in programma poi due mostre al Macro Testaccio: una monografica di Marco Tirelli, la prima dedicata a Roma all’artista, con circa 25 opere; “Macro/1:1projects Archive” dedicata ai giovani artisti. 

La presentazione del nuovo programma del Museo è stata però anche l’occasione per ricordare la sua trasformazione, in tempi brevi, in Fondazione, dopo l’approvazione in Giunta del progetto. L’assessore Gasperini ha spiegato che “siamo ad un passo da un traguardo storico. Abbiamo fotografato un bilancio tutto improntato sulla fondazione. Crediamo di poter chiudere il percorso amministrativo dopo il passaggio che è già stato fatto nelle commissioni competenti entro la sessione di approvazione del bilancio”.

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