Calcio: povera Lazio, com’è caduta in alto

serie-a-2011-2012-catania-lazio-probabili-formazioniNonostante le sconfitte, è terza in Campionato. Dove è finito il calcio italiano che ha dominato la scena internazionale?

ROMA – Se un marziano appena sbarcato dall’astronave avesse visto per caso Lazio-Bologna la settimana scorsa e Catania-Lazio ieri avrebbe pensato sicuramente ad una partitella tra squadre delle divisioni inferiori. Ennio Flaiano gli avrebbe fatto dire “che noia, quasi quasi spengo il televisore e vado a visitare Roma”.

Ma il dialogo surreale proseguiva: “A marzia’, te sbagli. Non lo sai ma questa squadra con la maglia biancoazzurra è terza nel campionato italiano e fino ad un paio di settimane fa aspirava allo scudetto”. “Non è possibile – commentava l’alieno – giocano meglio i marzianini nelle aride distese del mio paese”.

E invece è proprio vero. Grazie anche al pareggio rocambolesco di Udinese e Napoli, la Lazio resta sola al terzo posto e, anche se i sogni di gloria sono stati accantonati, l’ipotesi Champions League è sempre lì a portata di mano e fa dire a Reja che “la prestazione a Catania non è stata negativa ma non abbiamo centrato il rettangolo della porta, questo è l’unico rammarico”.

Ora il problema non è la Lazio. Poverina, con quello che passa il convento fa veramente miracoli. Adesso che anche Klose, con i suoi 36 anni, ha deciso di tirare un po’ il fiato e il “profeta” Hernanes è evaporato, quegli onesti operai del pallone che restano fanno quello che possono.

Il problema vero è un altro: dove è finito il calcio italiano che ha dominato in passato la scena internazionale per anni? Basta guarda in tv una qualsiasi partita di Liga spagnola o di Premier League inglese o del Campionato tedesco per rendersi conto della differenza. Non a caso siamo stati strapazzati in “champions” ed è rimasta una sola squadra, il Milan, a rappresentarci.

Tornando alla Lazio, l’unico consiglio che ci sentiremmo di dargli è quello di buttare dentro, accanto ai pochi buoni maestri rimasti, qualche giovane di belle speranze per gettare le basi di un nuovo ciclo che ancora non si vede. Sempre che le stelle, e i modesti avversari, non riescano miracolosamente a conservargli un posto di primo piano in un campionato che è diventato tra i più brutti del mondo.

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