Riapre dopo otto mesi la ciclabile sotto il Ponte della Musica

ponte_della_MusicaTorna percorribile la pista sul fiume nel tratto di Capoprati. Ora serve un piano per la mobilità ciclabile

ROMA – Dopo otto mesi di battaglie, proprio durante il sit-in su due ruote che ha visto protagonisti ciclisti e volontari di Legambiente, è arrivata in diretta la tanto agognata riapertura della pista ciclabile che da viale Angelico arriva fino a Castel Giubileo, interrotta fino a sabato dal cantiere del Ponte della musica, a Via di Capoprati. La pista era rimasta interrotta dal cantiere del Ponte della Musica – inaugurato lo scorso 31 maggio 2011 – all’altezza di via di Capoprati.

L’equipaggio del Treno Verde, la celebre campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato Italiane, realizzata con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il contributo di Enel Green Power, in sosta a Roma fino al 19 marzo, ha partecipato all’iniziativa e salutato con entusiasmo l’evento.

“La tanto attesa riapertura odierna della pista ciclabile nel tratto del Lungotevere Capoprati rappresenta la vittoria di tanti cittadini ed associazioni che si sono impegnati in questa vertenza –esordisce Massimo Di Stefano, presidente del circolo cittadino di Legambiente Roma Nord-. Non possiamo quindi che essere contenti del risultato ottenuto, ora continueremo a batterci per la manutenzione di tutto il percorso, la rimozione di detriti e scarti di materiali, ed il libero accesso alla banchina di magra del Tevere, tutti elementi decisivi per garantire la sicurezza dei ciclisti. E’ scandaloso, inoltre, che ancora non sia stato rimosso l’ultimo sfasciacarrozze della zona proprio sotto al Ponte del Parco della Musica. Chiediamo, ora, al Comune e alla Regione Lazio- conclude Di Stefano-, di aiutarci anche a fare i necessari interventi di manutenzione nel parco pubblico sul Tevere gestito da Legambiente, l’unico sul fiume aperto liberamente a tutti i cittadini, che ha sofferto molto un lungo cantiere che ha impedito molte attività”.

Fino ad oggi, riferisce Ferpress.it, politiche prive di lungimiranza hanno condannato i cittadini all’ingorgo, alle code, a perdere tempo nella ricerca di un parcheggio. Attualmente, secondo lo studio di Legambiente  “Città in bici”, Roma è ultima tra le grandi città italiane per l’indicatore del modal split (spostamenti modali), con un totale del solo 34 per cento di “spostamenti sostenibili”, ossia realizzati in bici (0,4 per cento), a piedi (6,1 per cento) o con il mezzo pubblico (27,7 per cento), e ben il 66 per cento di “spostamenti insostenibili”, ossia realizzati in auto o moto. Secondo i dati presentati nell’edizione 2011 del dossier di Legambiente “Ecosistema Urbano”, in una classifica che contempla 15 grandi città italiane, Roma si piazza al nono posto con solo 1,68 metri equivalenti di piste ciclabili  presenti per ogni cento abitanti, rispetto ad una media di 4,42 chilometri.

L’assenza di piste ciclabili non favorisce di certo l’uso della bicicletta, per questo Legambiente è tornata a sollecitare l’approvazione del Piano per la mobilità ciclabile, della segnaletica direzionale dedicata ai ciclisti, di ciclo-parcheggi di interscambio e di bici stazioni, dell’istituzione di strumenti per il contrasto dei furti e di servizi di bike sharing.

“Riapre finalmente la ciclabile sotto al Ponte della Musica, dopo una incredibile battaglia con il Comune di Roma che Legambiente e i ciclisti hanno dovuto sostenere per otto mesi dalla fine del cantiere -dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Serve più attenzione per le bici, sono una reale soluzione di trasporto ma per ora da Alemanno abbiamo sentito solo chiacchiere: il Biciplan romano, il piano quadro cittadino va approvato subito, per raggiungere gli obiettivi che si pone. Servono soprattutto gli investimenti per passare da 225 chilometri a 1.200 chilometri di rete ciclabile (oggi 115 chilometri sono nel verde e solo 110 su strada), da 26 a 350 stazioni per il bike sharing, con tanti nuovi parcheggi nei nodi di scambio. Ad oggi, questi ambiziosi progetti rimangono ancora sulla carta, visto che risultano già finanziati solo 65 chilometri di nuovi itinerari.

Assieme alla ciclabilità serve un nuovo slancio al trasporto pubblico, nuove corsie preferenziali protette, su tutte le consolari della città, con un progetto, realizzabile a costo zero, per proteggere mille chilometri di vie preferenziali, corridoi della mobilita e strade riservate al mezzo pubblico, per moltiplicare il numero delle corse dei bus, fino al 30 per cento, rendendo il servizio migliore e garantendo puntualità e tempi certi agli utenti, con corridoi protetti anche extra urbani per il Cotral. Oltre ad un potenziamento dei servizi e delle infrastrutture a sostegno della mobilità ciclabile, chiediamo-, conclude Avenali-, uno stop ai tagli al trasporto pubblico, ma anche uno stop agli aumenti delle tariffe”.

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