Roma soffre il mal d’aria: smog e polveri sono fuorilegge

Smog_a_RomaI dati del “Treno Verde”: Pm10 e benzene oltre i limiti. Danni alla salute umana. Eccessivo l’inquinamento acustico

ROMA – Roma prigioniera dell’inquinamento. Emerge un quadro preoccupante per la città e la salute di cittadini dai dati di “Treno Verde”, la campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, con la partecipazione del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il contributo di Enel Green Power, che ha lo scopo di monitorare l’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane attraverso un laboratorio mobile di Rfi (Rete ferroviaria italiana). I risultati della tappa romana sono sconcertanti: polveri fuorilegge e inquinamento acustico da record sia di giorno che di notte, per non parlare dello smog, sono solo alcuni dei risultati presentati questa mattina nella carrozza conferenze del Treno Verde, da Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente Nazionale, Luca Ricciardi, responsabile laboratorio mobile di RFI e da Lorenzo Radice, responsabile Politiche ambientali di Ferrovie dello Stato italiane.

Le analisi sono state compiute nel cuore della città, in via Cavuor, in prossimità del civico 258, dal 16 al 18 marzo. Settantadue ore di monitoraggio continuo, che hanno mandato all’aria qualsiasi politica ambientale, attraverso strumenti scientifici forniti da Con.Tec, una centralina portatile che consente di fare monitoraggi itineranti, effettuando così un’ istantanea delle polveri sottili ad “altezza uomo”. I risultati parlano chiaro: Pm10, cioè la concentrazione di polveri sottili, e benzene, che riporta valori quasi raddoppiati rispetto alla norma, entrambe altamente dannose per la salute umane, oltre i limiti per ben due giorni. Sia venerdì che sabato i livelli di polveri sottili hanno superato i 70 microgrammi per metro cubo mentre il limite giornaliero è fissato a 50 mg. Ancora più preoccupanti sono i livelli di inquinamento acustico. Si parla infatti di 70 decibel, sia di giorno che di notte, per tutti e tre i giorni della rilevazione, superando così il limite di 20 decibel.

Dati_smog

I dati sono confermati anche da alcuni rilevamenti dell’Arpa Lazio: nella centralina di Corso Francia proprio venerdì scorso è stato esaurito il bonus di legge di 35 superamenti annuali della media giornaliera di Pm10, a soli 77 giorni dall’inizio dell’anno. Non solo: l’equipaggio del Treno Verde, con la centralina portatile hanno effettuato un’ istantanea delle polveri sottili camminando per le strade romane nelle giornate del 15 e del 16 marzo. La prima serata, i volontari di Legambiente hanno passeggiato nella zona tra Corso Trieste, Viale Somalia, Via Eritrea, Via Salaria e Viale Regina Margherita: la media oraria di PM10 registrata, poco meno della soglia di legge, è stata di 49,03 mg/m3 con un 28,16 % costituito da PM2,5. La zona è piena di auto e trarrebbe un considerevole miglioramento se fossero ripristinate le corsie preferenziali. Lo stesso avviene anche nei dintorni di San Giovanni in Laterano, Piazza Re di Roma, Appia Nuova, dove il 16 marzo è stata registrata una media oraria di PM 10 52,105 mg/m3 con un 30,77 % costituito da PM2,5.

Duro il commento dei dati da parte del presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati. “La città sta soffocando –ha accusato- . Stop alle auto, alle polveri sottili e al rumore perchè la salute dei cittadini è sempre più a rischio. Per non parlare dei monumenti: il Colosseo si sta sbriciolando. Nelle ore di punta del mattino su via dei Fori Imperiali transitano 3.400 veicoli l’ora mentre il Comune resta immobile: sono scomparse le domeniche a piedi, le strade verdi. Solo promesse di pedonalizzazione che non vengono poi mantenute”. Tuttavia, nel Lazio la Capitale non è l’unica a soffrire del “Mal d’aria”: anche Frosinone non se la passa bene perché gli sforamenti sono già arrivati a 56 giorni e la città è ora settima nella black list italiana.

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