Cnr, tanti aspiranti per la poltrona da direttore generale

Nicolais_LuigiUna trentina i candidati che hanno risposto all’avviso dell’ottobre scorso. In pole Ghilardi e Stancanelli

 

ROMA – Per l’ambita poltrona di direttore generale del Cnr, che dovrà sostituire l’attuale Fabrizio Tuzi, si è aperta una vera e lotteria. Per il prestigioso incarico che assicura uno stipendio di 162mila euro e che si troverà a gestire un budget annuo di un miliardo di euro, si è formata una fila di pretendenti. All’avviso pubblicato l’ottobre scorso dal ministro della Ricerca, Francesco Profumo, hanno infatti risposto una trentina di candidati.

Molti i rumors che circolano ai piani alti di piazzale Aldo Moro, l’unica che appare certa è quella che dà per sicura l’uscita di scena di Tuzi, la cui proroga è scaduta il 31 dicembre scorso. Nella rosa dei nomi che dovranno sostituirlo, così come riporta Il Foglietto della Ricerca, ci sono volti assai noti al Cnr.

Si va da Novella Coppa a Sesto Viticoli, rispettivamente ex direttore generale ed ex direttore di dipartimento, entrambi in quiescenza, che forse hanno nostalgia del tempo che fu. Ad anelare al prestigioso incarico sono anche, oltre all’uscente Tuzi, il dirigente degli affari legali, Salberini; il direttore centrale del personale, Preti; la signora Manuela Arata, dirigente di ricerca a termine. Tutti nomi che sembrano avere poche possibilità di successo. A “vincere” la partita sarebbe stato sicuramente Michele Pandolfelli, già direttore del personale della Camera dei Deputati, che però, dopo essersi candidato al Cnr, è stato chiamato a dirigere l’ufficio legislativo del ministero della Sanità.

A contendersi la poltrona, sarebbero ora in due: Massimo Ghilardi e Alberto Stancanelli. Il primo, promotore finanziario, consigliere comunale Pdl di Chiari, comune del bresciano amministrato dal senatore leghista Sandro Mazzatorta, è stato chiamato al Miur dalla sua conterranea Maria Stella Gelmini, con un contratto da dirigente a termine. Compenso annuo: 106mila euro. Il secondo, Alberto Stancanelli, è un grand commis di lungo corso. Dirigente generale alla Presidenza del Consiglio, è stato capo di gabinetto sia di Nicolais, quando era ministro della Funzione Pubblica, sia del governatore Bassolino, alla Regione Campania, nonché direttore del personale al Comune di Roma, durante il Veltroni bis. E’ tra i fondatori di Italiafutura, l’associazione di Luca Montezemolo, prossima a scendere in politica. Sia Ghilardi che Stancanelli sono molto considerati da Nicolais, mentre il ministro Profumo, in ossequio al Manuale Cencelli, “tiferebbe” per  il primo.

Il cda non appare coeso e un dg nominato a maggioranza non sarebbe un buon viatico per Nicolais, per cui non si esclude che alla fine a prevalere possa essere un outsider. Alla finestra ve ne sono due: Cinzia Caporale, dirigente Cnr, e Armando De Crinito, dirigente della Regione Lombardia, molto apprezzato da Formigoni.

Non resta che attendere il verdetto del neo presidente, perchè un centro di ricerca come il Cnr non può più attendere il nuovo comandante.

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