08:13 | 21 marzo, giornata Mondiale sulla sindrome di Down

Oggi, mercoledì 21 marzo si celebra in tutto il mondo il World Down Syndrome Day, la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, un appuntamento internazionale – da quest’anno sancito ufficialmente anche da una risoluzione dell’ONU – nato per diffondere una maggiore consapevolezza e conoscenza sulla sindrome di Down, per creare una nuova cultura che superi pregiudizi e luoghi comuni e per promuovere il rispetto e l’integrazione nella società di tutte le persone con sindrome di Down.

La scelta della data 21/3 non è casuale: la sindrome di Down, detta anche Trisomia 21, è caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più – tre invece di due – nella coppia cromosomica n. 21 all’interno delle cellule.

Per promuovere l’importanza dell’integrazione di questi individui nella società il Coordinamento delle associazioni delle persone con sindrome di Down insieme all’agenzia pubblicitaria Saatchi and Saatchi hanno trovato un modo unico e originale. Dalle campagne pubblicitarie di alcuni fra i più importanti marchi nazionali e internazionali, partner del progetto, è stata realizzata infatti una versione alternativa, dove un attore dello spot originale o della campagna di stampa è stato sostituito da un attore con sindrome di Down.

E così oggi mercoledì 21 marzo in Tv, sulla stampa e su www.coordown.it saranno visibili le versioni alternative degli spot e delle campagne stampa di alcuni dei principali marchi italiani e internazionali nei quali gli attori originali sono stati sostituiti da attori con sindrome di Down.

L’intento dell’iniziativa è quello di dimostrare che le persone Down, se messe nelle condizioni migliori, possono integrarsi nella società e contribuire attivamente al suo sviluppo: possono laurearsi, lavorare con impegno, guidare l’auto, suonare uno strumento, fare sport, anche a livello agonistico.

“Sul tema dell’inclusione  – ha spiegato il coordinatore di Coordown, Sergio Silvestre – c’è ancora molto da fare, soprattutto in ambito lavorativo e scolastico, a partire dai pregiudizi delle persone”. “L’iniziativa, andando al di là della solita campagna sociale – ha detto Giuseppe Caiazza, chief executive officer di Saatchi and Saatchi – ha coinvolto tutta una serie di persone, aziende e associazioni che ne hanno amplificato l’impatto e il significato”.

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