12:34 | Art.18: Cgil, 8 ore sciopero generale

Otto ore di sciopero generale contro la riforma dell’articolo 18 e altre 8 ore di astensione del lavoro per dare modo alle assemblee di informare i lavoratori. E’ questa, a quanto si apprende, la proposta che la segreteria della Cgil sta girando al direttivo, come prima risposta alla riforma del mercato del lavoro e, soprattutto, a quella dell’articolo 18 presentata ieri dal Governo. Un pacchetto complessivo, dunque, di 16 ore di sciopero. A presentare la proposta il segretario confederale Fulvio Fammoni.

La Fiom è sul piede di guerra. “Una follia che cancella l’articolo 18” ha detto il leader Maurizio Landini, bocciando la decisione del governo sui licenziamenti e la riforma del governo a 360 gradi. “La contrasteremo con ogni mezzo, con ogni forma di protesta democratica nelle fabbriche e nel Paese”, annuncia. ”Non è da escludere nessuna iniziativa perché si tratta di un provvedimento grave”, prosegue Landini prima di partecipare al direttivo Cgil.

“Si dà libertà alle imprese di licenziare senza giusta causa; con un po’ di soldi l’azienda caccia il lavoratore fuori dalle fabbriche”, aggiunge ribadendo come la riforma dell’art. 18 ”violi i principi costituzionali”. Poi rincara: “Il Governo dice cose non vere, racconta balle. Non è vero che la riforma riduce la precarietà ed è gravissimo che sull’art. 18 decida senza sentire i lavoratori che sono gli interessati”.

Mentre per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, sull’articolo 18 è stato raggiunto “un compromesso onorevole” e “su abusi e discriminazioni” addirittura “si rafforza la protezione anche per i lavoratori” di aziende con meno di 15 dipendenti, e “al giudice si dirà che dovrà utilizzare le norme contrattuali, che i sindacati liberamente costruiscono con le imprese”.

Quanto alla Cgil, “fino all’altro ieri mi sembrava che la Camusso volesse trovare soluzioni con Cisl e Uil – dice Bonanni – poi non ho capito che è successo” proprio mentre “aumentavano le sicurezze pe

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