Continua il braccio di ferro tra Parmalat e Campidoglio

Centrale_del_LatteUna sentenza del Consiglio di Stato ha stabilito che l’azienda dovrà restituire al Comune le proprie azioni

ROMA – La Centrale del Latte di Roma non poteva essere ceduta alla Parmalat. Questo, in sintesi, il contenuto della sentenza con la quale lo scorso 20 marzo il Consiglio di Stato ha stabilito che l’azienda parmigiana fondata da Callisto Tanzi dovrà restituire al Campidoglio le azioni che detiene della azienda casearia. Viene così confermato quanto stabilito anche dal Tar del Lazio con una sentenza del 1 giugno 2011, poi appellata dalla Parmalat, per effetto della dichiarata nullità della procedura di alienazione della Centrale del Latte di Roma.

Il contenzioso sulla Centrale è ormai vecchio di 12 anni: da allora, ci sono state tre sentenze del Tar, altrettante del Consiglio di Stato e una della Cassazione. I fatti risalgono infatti al 1999, quando la Cirio di Sergio Cragnotti alienò alla Parmalat di Calisto Tanzi la società lattiero-casearia laziale. Tuttavia Cragnotti l’anno prima aveva acquistato il 75% della società dal comune di Roma, impegnandosi a non vendere la partecipazione entro i successivi cinque anni. Essendo così stato violato il contratto di cessione, l’atto stesso deve essere considerato nullo e conseguentemente la transazione tra la Cirio e il Campidoglio non è più valida, e quindi neanche quella stipulata tra Cragnotti e Tanzi. A promuovere il ricorso è stata la Ariete Fattoria Latte Sano, che all’epoca era in lizza per l’acquisto della Centrale. Il Tar regionale aveva già deciso di condannare il Campidoglio a risarcire 8 milioni ad Ariete fattoria. I giudici di palazzo Spada hanno confermato il risarcimento, stabilendo tuttavia un ridimensionamento dello stesso perché “non sono chiari i criteri seguiti dai giudici di primo grado”. L’entità della somma da versare all’Ariete sarà stabilita da Gianfranco Zanda, consulente tecnico che, in contraddittorio con le parti, dovrà determinare i criteri sulla cui base calcolare il risarcimento entro il 20 novembre prossimo. Per l’11 dicembre, invece, il Consiglio di Stato ha fissato un’udienza pubblica per continuare la trattazione del giudizio, riservandosi “ogni ulteriore decisione in rito e nel merito sulla domanda risarcitoria nonché sulle spese di causa”.

Parmalat ha espresso la propria contrarietà rispetto alla sentenza che la condanna. In un comunicato l’azienda parmigiana ricorda di avere “sempre contestato questa posizione, circa la quale si attende tuttavia la decisione del Tribunale di Roma, che è l’unico competente in materia, e di fronte al quale pende giudizio sulla titolarità delle azioni”. Dal canto suo, il Campidoglio, tramite il sindaco Gianni Alemanno, fa sapere che “confermando la pronuncia del Tar, la decisione di oggi supplisce a un errore del passato e sottolinea ancora una volta come la privatizzazione che l’aveva consegnata a una multinazionale fosse sbagliata”.

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