Solo qualche ombra nel bilanci della Sogin

NUCCINel mirino due contratti da 62 mln di euro assegnati da Mazzuca ad Ansaldo Nucleare nell’ottobre 2010

 

ROMA – L’analisi della Corte dei conti sulla gestione finanziaria della Sogin, la società italiana di gestione degli impianti nucleari, per gli anni 2009 e 2010 si è conclusa con un esito sostanzialmente positivo. Sono stati infatti anni particolari a causa sia della gestione commissariale, sia delle numerose modifiche della disciplina normativa di riferimento, sia infine del referendum sull’energia nucleare, che in qualche modo hanno condizionato la gestione societaria.

Il principale difetto è stato riscontrato dall’organo di controllo contabile nelle modalità di affidamento di alcuni contratti, mediante un frequente ricorso all’affidamento diretto senza un rigoroso rispetto delle disposizioni legislative in materia di procedure ad evidenza pubblica.

In particolare sono state rilevate anomalie in due contratti di stipulati dal commissario straordinario, Francesco Mazzuca, con Ansaldo Nucleare S.p.a.(di cui lo stesso Mazzuca è stato presidente), in periodo di prorogatio e pochi giorni prima dell’insediamento del nuovo Consiglio di amministrazione. Il primo, dell’importo di 18,9 milioni, era relativo ad un prototipo per il trattamento di resine nella centrale di Caorso, e il secondo, per 43,3 milioni, per un impianto di cementificazione di sostanze liquide. Con l’attuale governance, invece, la Corte rileva una profonda riorganizzazione delle procedure di committenza al fine di rendere più trasparenti i processi di approvvigionamento e le procedure di gara.

La società è riuscita a proseguire ed intensificare le proprie attività (a cominciare da quella primaria di smantellamento delle centrali nucleari) garantendo al contempo adeguate performance economiche in termini di equilibrio finanziario. Ed infatti sia la gestione 2009 che quella 2010 sono state caratterizzate da un sostanziale equilibrio tra le entrate e le uscite ed i bilanci di entrambi gli anni si sono chiusi – al netto delle imposte – con un utile di esercizio, anche se in flessione rispetto al 2008 (14,4 milioni di euro nel 2009 e 2,29 milioni nel 2010).  Nel 2009 il costo del personale è stato pari a 62,2 milioni di euro, in diminuzione di 1,1 milioni di euro rispetto al 2008 e nel 2010 è diminuito ulteriormente di 3,7 milioni di euro rispetto al precedente esercizio, attestandosi ad € 58,4 milioni.

Il nuovo sistema regolatorio, introdotto con la delibera dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, ha dato in parte soluzione alle criticità rilevate nel passato per quanto riguarda la certezza del riconoscimento dei costi dell’attività di decommissioning e l’introduzione di appositi incentivi all’efficacia (milestones).

Nel corso dello stesso biennio sono stati ulteriormente intensificati i rapporti con l’Autorità di controllo (Ispra), il ministero dello Sviluppo Economico e il ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare allo scopo di conseguire le autorizzazioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi previsti dai programmi societari. I processi autorizzativi hanno riguardato sia le attività di mantenimento in sicurezza sia quelle relative al decommissioning delle centrali nucleari e degli impianti del ciclo del combustibile.

La società in questi ultimi due anni ha proceduto con lo sviluppo delle attività di responsabilità sociale d’impresa (o corporate social responsibility) proseguendo nelle azioni volte ad aumentare il grado di trasparenza, a migliorare il rapporto con i territori sede delle installazioni nucleari ed a sviluppare una solida ed evoluta cultura aziendale orientata all’efficacia, all’efficienza e alla responsabilità sociale d’impresa.

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