Calcioscommesse: anche partite di A nel mirino della Procura

Calcio_scommesseContinuano gli interrogatori. Ieri ascoltato l’ex Piacenza Cassano: ha negato il suo coinvolgimento nello scandalo

ROMA – Proseguono gli interrogatori nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse che, dopo aver gettato nel panico le squadre di Serie B, sta mettendo in allarme anche quelle del campionato maggiore. Per capirne di più, proseguono gli interrogatori dei magistrati della Procura Federale di Palazzi. Uno dei più attesi è quello del portiere del Lecce Massimiliano Benassi, che sarà ascoltato a Roma il prossimo 28 marzo, insieme al suo ex compagno di squadra Stefano Ferrario, attualmente in forza al Parma. Quello di Benassi è uno dei nomi di “seconda mano” emersi nella vicenda su un presunto giro di puntate illecite, legate anche a gare di serie A, secondo quanto contestato dalla Procura della Repubblica di Cremona. Le partite cerchiate di rosso sono Inter-Lecce, terminata  1-0,  e soprattutto Lecce-Lazio, 2-4, entrambe del campionato 2010-2011, sulle quali adesso anche Stefano Palazzi vuole cominciare a vederci chiaro.

Al centro del contendere c’è sempre il super-pentito Carlo Gervasoni, ex Albinoleffe, Piacenza e Cremonese, che tornerà a deporre a data da destinarsi, ma che con le dichiarazioni già rilasciate ha messo nei guai alcuni dei suoi colleghi. Lo sa bene l’ex portiere del Piacenza, Mario Cassano che , ascoltato ieri ad Empoli, dove si trova agli arresti domiciliari dal febbraio scorso, davanti agli 007 della procura federale ha rigettato al mittente, ovvero a  Carlo Gervasoni, tutte le accuse rivolte dal suo ex compagno e amico al Piacenza, confermando di fatto quanto già detto al gip Salvini a Cremona dopo il suo arresto.

Cassano era stato tirato in ballo non solo per Atalanta-Piacenza (3-0) del 19 marzo 2011, ma anche per Siena-Piacenza (2-3) del 19/2/2011, Piacenza-Albinoleffe (3-3) del 20/12/2010 (“Cassano mi confidò che la partita fu combinata dalle due società e che lui scommise una bella cifra tramite Zamperini”) e Piacenza-Mantova (1-2) del 23/5/2009 (“Cassano mi confidò come Passoni agì per conto del Mantova per comprare la vittoria)”. Sull’ormai nota Atalanta-Piacenza, Gervasoni aveva raccontato: “Cassano mi invitò a dire a Doni che, qualora ci fosse stato un rigore a favore dell’Atalanta, lo tirasse centrale – si legge nel verbale – Effettivamente, sempre in zona spogliatoio e comunque prima della partita, incontrai nuovamente Doni riportandogli quello che mi aveva detto Cassano. Accadde poi che in occasione del primo rigore Doni tirò al centro”.

Da parte sua, l’ex difensore estremo del Piacenza, tramite il suo legale, l’avvocato Maresca, ha fatto sapere che “non ha niente a che vedere con il calcioscommesse. Cassano- prosegue il difensore al termine dell’interrogatorio durato 5 ore-  era amico di Gervasoni al Piacenza, ma non ha mai commesso alcun tipo di illecito e non è nemmeno a conoscenza di questi fatti. E’ troppo facile tirare in ballo un portiere in questo tipo di vicende”. Insomma, fare il nome di Cassano sarebbe servito a Gervasoni e Doni per mostrarsi collaborativi agli occhi della Procura di Cremona.

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