Prosegue il trasferimento di poteri a Roma Capitale

Campidoglio_sliderIl lavoro di rifinitura della normativa in commissione bicamerale. L’impegno di Marco Causi e Maurizio Leo

 

ROMA – Prosegue nella Commissione bicamerale il lavoro di definizione dello “schema di decreto legislativo recante ulteriori disposizioni in materia di ordinamento di Roma Capitale”. Quanto durerà ancora la norma quadro del trasferimento di poteri dallo Stato e dalla Regione a Roma Capitale, sul momento è difficile da prevedere.

Il confronto comunque prosegue e “conquista” nuove posizioni ogni giorno. Il presidente della Commissione riforme istituzionali per Roma Capitale, Francesco Smedile, apprezza in modo particolare “il lavoro, a dir poco encomiabile, che stanno svolgendo in commissione bicamerale i relatori Marco Causi e Maurizio Leo, considerate le difficoltà nel tener conto e portare a sintesi posizioni politiche diverse ed in modo equivalente possibili.

“Concordo con la governatrice Polverini – puntualizza Smedile – sulla distinzione tra le competenze statali e regionali, peraltro formalizzate in un protocollo d’intesa ufficiale e ben noto a tutti i membri della bicamerale. Se si rimarrà su questo tracciato non esisterà nessun rischio di incostituzionalità”. Una volta portato a termine il lavoro della Commissione, non rimarrà che “l’ultimo miglio” dell’approvazione finale del decreto da parte del consiglio dei ministri.

Ma il cammino residuo non è affatto detto che sia in discesa. Nonostante infatti l’encomiabile opera di mediazione svolta dai relatori, permane più di una difficoltà nel trasferimento dei poteri a Roma Capitale. Le resistenze erano attese, ma bisognerà attendere il testo finale per fare un bilancio definitivo del braccio di ferro.

Prima ancora infatti che si affronti in Commissione lo scoglio degli emendamenti, già affiorano qua e là nell’elaborato provvisorio dei limiti alla competenza esclusiva di Roma Capitale in determinate materie che devono far riflettere. Per esempio, nel caso di opere pubbliche ricadenti in aree di interesse archeologico del territorio romano, sono i competenti uffici ministeriali che assicurano in favore della Sovrintendenza capitolina un appropriato flusso informativo. Oppure, in tema di beni ambientali, si è stabilito che Roma Capitale concorre, con il Ministero per i beni e le attività culturali, la Regione Lazio, e gli altri enti preposti, alla definizione delle politiche di tutela e valorizzazione del paesaggio di Roma Capitale.

Così come è stato soppresso il termine entro il quale il Ministero dell’economia deve trasferire a Roma Capitale la propria partecipazione in Eur SpA. O l’incertezza che regna in merito al problema della riduzione delle dotazioni organiche, delle strutture e delle risorse finanziarie delle amministrazioni che conferiscono funzioni a Roma Capitale.

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