Rodolfo Sabelli è il nuovo presidente dell’Anm

FERRI_SLIDERCosimo Ferri insorge: “E’ un risultato che non rispecchia il dato elettorale”. Nella giunta anche cinque donne

 

ROMA – Nuova Giunta dell’Associazione nazionale magistrati al via. Ed è subito polemica per i nuovi assetti rimasti simili al passato, con Magistratura Indipendente all’opposizione. È Rodolfo Sabelli, il pm romano dell’inchiesta sulla P3, il nuovo presidente dell’Anm, che come il suo predecessore, Luca Palamara, è un rappresentante di Unità per la Costituzione, la corrente di centro delle toghe. Guiderà una giunta fondata sull’alleanza con Area, il cartello elettorale tra i due gruppi di sinistra Magistratura democratica e il Movimento per la giustizia. Resta all’opposizione Magistratura Indipendente, la corrente più moderata delle toghe, uscita però vincitrice dalle elezioni di fine febbraio, e i cui rappresentanti per protesta hanno abbandonato i lavori del parlamentino prima che si arrivasse al voto.

La replica di Cosimo Ferri, segretario di Magistratura indipendente, la corrente rimasta all’opposizione, è secca e prosegue ancora: per il magistrato si tratta di una giunta “che non rispecchia il dato elettorale”, una “alleanza tra sconfitti” che ripropone la maggioranza uscente e nella quale “quasi la metà dei magistrati non si riconosce”.”La volontà dei magistrati, i quali avevano espressamente chiesto un segnale di discontinuità con il passato – aggiunge – è stata disattesa”, denuncia Ferri, che spiega: “Su di un totale di 8.734 magistrati, infatti, 4.195 di essi non sono rappresentati dall’attuale giunta esecutiva centrale: un dato che deve far riflettere e che è stato invece del tutto ignorato”. “Una giunta che reputiamo debole – commenta Ferri – in cui non crede neppure chi la sostiene tanto che è stata definita ‘a termine’, perchè priva del necessario consenso e che ci auguriamo possa, diversamente dalla precedente gestione, imporre la propria autonomia nei confronti del Csm e rompere la continuità con l’esperienza appena conclusasi. Pertanto – è l’auspicio del segretario di Mi – chiediamo che l’Anm non si appiattisca ancora una volta sulle decisioni e sulla politica dell’organo di autogoverno ma vigili con attenzione anche sulla scelta degli incarichi direttivi”.

Magistratura Indipendente chiede infine che “l’Anm intervenga sul tema della responsabilità civile dei magistrati e che metta in agenda con priorità assoluta un incontro con il Ministro della Giustizia al fine di richiedere al Governo di presentare un emendamento che elimini il contenuto di quello approvato dalla Camera (cd. emendamento Pini) ed attualmente all’esame del Senato”. Sull’argomento, intanto, Sabelli ha fatto notare come la contestata norma, “se entrasse in vigore provocherebbe processi a catena e lascerebbe spazio ad azioni per liberarsi di un giudice scomodo”. E sulla sua giunta, Unicost-Area senza Magistratura Indipendente, spiega: “Nasce in uno spirito di continuità con quella Palamara-Cascini e risponde alla necessità di dare vita in tempi brevi a un nuovo governo dell’Anm. Si pone un duplice obiettivo: realizzare subito un’unità sostanziale della magistratura e puntare in prospettiva all’unità, anche formale di tutti i gruppi”. Sui rapporti tra politica e magistratura, “dopo un periodo difficile e di grande scontro – osserva il neo presidente dell’Anm – è probabile che non si possa girare pagina all’improvviso”.

E le prime battaglie, a quanto si apprende, saranno sulla responsabilità civile dei magistrati e sulla questione della corruzione, con la richiesta già esplicitata dal nuovo segretario Maurizio Carbone -il pm di Taranto che ha indagato sul suicidio del portiere di via Poma Pietrino Vanacore e che in giunta rappresenta Area- di “incidere in maniera seria sul regime della prescrizione”. Nella giunta per la prima volta ci sono cinque donne: tra loro Anna Canepa, che è vice presidente e Alessandra Galli, figlia del giudice Guido, vittima del terrorismo nel 1980.

(Valentina Marsella)

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