Sale lo spread ma l’Ocse rassicura l’Italia

Borsa_Milano-_sliderSecondo Parigi, il deficit pubblico del paese è in una posizione migliore degli altri, ma va rafforzata la credibilità

ROMA – Piazza Affari ha aperto questa mattina con il segno negativo. L’indice Ftse Mib ha iniziato le contrattazioni in ribasso dello 0,29% a 16.450 punti mentre il Ftse All Share cede lo 0,24% a 17.469 punti. Nei primi scambi lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti si attesta a 323 punti, per un rendimento del 5,12%.

Partono col piede sbagliato anche le altre Borse del Vecchio Continente. Londra ha inaugurato la seduta odierna con un -0,44%, Parigi -0,58%, Francoforte -0,28%  e infine Madrid con un -0,60% .

Il tutto dopo una giornata, quella di ieri, abbastanza positiva per l’economia europea. A spingere verso l’alto i listini erano state le parole del presidente della Federal Reserve Ben Bernanke, che aveva fatto intuire che la stagione di tassi bassi della Fed è destinata a durare ancora a lungo. Seduta negativa anche per le Borse asiatiche. In Asia la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo, perdendo lo 0,7%. 

Ma gli economisti di tutto il mondo hanno rivolto particolare  attenzione all’Ocse, che ha pubblicato ieri un rapporto sull’area Euro. Buone notizie ci sono per l’Italia. Nonostante un tasso di disoccupazione pari all’8,1%, il deficit pubblico del nostro  Paese, rispetto alla situazione di Irlanda, Grecia, Spagna e Portogallo, “è in una migliore posizione, ma ha anche bisogno di rafforzare la credibilità”. La raccomandazione che arriva da Parigi è quella di ridurre le tutele sul lavoro. La necessità di fare riforme strutturali per rinvigorire l’attività economica deriva dal fatto che l’Italia fa parte di un gruppo di paesi in cui “la crescita è persistentemente bassa”. Proprio la bassa crescita strutturale combinata all’alto debito pubblico e all’effetto contagio della crisi del debito sovrano ha prodotto le forti pressioni sull’Italia negli ultimi mesi.

Le prospettive di crescita sono “inusualmente incerte e dipendono dalla soluzione della crisi del debito sovrano”, spiega l’Ocse, che nel rapporto sull’Eurozona ha confermato le stime del Pil 2012 e 2013 a +0,2% e +1,4% rispettivamente. Molto dipenderà, dunque, dall’azione dei governi: misure efficaci per contrastare la crisi finanziaria possono comportare una crescita più forte, ma “ci sono ampi rischi al ribasso perché l’assenza di tali azioni aprirebbe la strada a una recessione severa”.

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