Eletti i vertice del Centro di drammaturgia contemporanea

teatro_maschera_drammaturgiaPresidente è stata nominata Maria Letizia Compatangelo. Tra i 150 iscritti Dario Fo e Dacia Maraini

ROMA – Prende corpo il Centro nazionale Drammaturgia Italiana Contemporanea. Dopo due giorni di lavori al Quirinetta di Roma, sono stati eletti i nuovo vertici dell’associazione creata lo scorso gennaio. Presidente è stata nominata Maria Letizia Compatangelo, con Angelo Longoni e Giuseppe Manfridi vicepresidenti. Eletto anche un consiglio direttivo, di cui fanno parte: Enrico Bagnato, Dusca Bisconti, Marcello Isidori, Patrizia la Fonte, Patrizia Monaco e Massimo Sgorban.

Il centro, che aspira a diventare una rete federale nazionale, è nato per occupare un vuoto istituzionale aperto dalla chiusura dell’Idi nel 1998.

150 fino ad oggi gli iscritti, tra i quali Dario Fo, Dacia Maraini, Paolo Rossi, Franca Valeri, Ugo Chiti, Roberto Cavosi, Manlio Santanelli e altri nomi noti e meno noti della drammaturgia italiana. L’associazione intende dar “vita a una entità analoga a quelle presenti in quasi tutti i Paesi, per sostenere, sviluppare e tutelare in Italia quella specifica competenza, altrimenti a rischio di estinzione o di clausura, che è la scrittura teatrale, in tutte le sue forme”, come si legge nel preambolo allo Statuto.

Tra gli obiettivi principali del Centro c’è appunto la tutela della professionalità del drammaturgo, figura poco riconosciuta e che fatica a vivere del proprio lavoro. È per questo che gli autori si occuperanno delle relazioni con le istituzioni, soprattutto in materia di legislazione, ma anche di creare una rete di opportunità, per ottimizzare l’impegno dei singoli su scala nazionale. Come hanno ribadito in conferenza stampa gli organizzatori, il Centro nasce per gli autori e per il teatro italiano, seguendo il modello di molti paesi europei. Partendo dalla constatazione che in Italia si rappresenta soprattutto repertorio (nei teatri stabili si arriva all’80%, esattamente al contrario della tendenza europea), i drammaturghi lavorano per invertire questo trend. In che modo? Sicuramente occupandosi di promozione in Italia e all’estero, ma anche intervenendo sulla formazione. Il progetto è a questo proposito particolarmente interessante, perché il Centro non intende solo  organizzare stage e seminari per i giovani autori, ma punta al pubblico. La formazione degli spettatori si traduce in primo luogo in incontri e presentazioni nei teatri, ma poi anche in una battaglia per l’inserimento dello studio della storia del teatro nelle scuole.

Sono in fase di costituzione quattro commissioni, all’interno delle quali proseguirà la discussione e la definizione delle linee d’azione: commissione istituzioni teatrali, commissione esteri, commissione progetti e commissione comunicazione.
L’esigenza del centro è nata “in seguito alla mutilazione di organi ed enti originariamente istituiti a sostegno del teatro italiano”.

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