Quei 2,5 milioni per le droghe al centro di una bagarre

tossicodipendenzeUn dossier fa le pulci ai finanziamenti stanziati dal Comune di Roma alle associazioni sociali

ROMA – Non si placa la protesta sui finanziamenti dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze alle associazioni e cooperative sociali che operano nella città di Roma. Fa discutere infatti il dossier “La cricca di Alemanno (e Rampelli)” presentato dal Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza, che fa un’analisi dettagliata, bando per bando, dei finanziamenti concessi dall’amministrazione in carica nel settore tossicodipendenze. L’iniziativa arriva dopo che è stato reso noto, pochi giorni fa, l’esito dei bandi per i servizi finanziati con i fondi del Comune.

La prima cosa che non torna, secondo il Coordinamento, sono i fondi a disposizione. L’Act opera infatti attraverso due fondi diversificati: il Fondo comunale (finanziato dal Comune) e il Fondo regionale (finanziato dalla Regione Lazio). Entrambi concorrono a finanziare specifiche e mirate azioni di intervento finalizzate al contrasto alle dipendenze da sostanze stupefacenti. Del Fondo comunale, pari a circa 3,5 milioni di euro, vengono messi a bando 2,519 milioni.
Se si considera, si legge nel dossier, che almeno un 20% è destinato alle spese di gestione dell’ACT, come viene impiegata la somma rimanente, tutt’altro che trascurabile? Non si sa. Il Fondo Regionale, invece, può contare su circa 2,250 milioni di euro.

“L’amministrazione, tramite l’Agenzia comunale per le Tossicodipendenze, ha sbagliato tre volte con questi bandi”, dichiarano don Armando Zappolini, presidente del CNCA e Carlo De Angelis, portavoce del Roma Social Pride, a cui aderiscono oltre quaranta organizzazioni del terzo settore romano. “Ha ridotto gli standard di qualità dei servizi comunali per le tossicodipendenze; ha abbassato il numero di servizi per le persone tossicodipendenti; ha investito una quota spropositata di fondi in una prevenzione generica affidata, in larga parte, a soggetti che non hanno esperienza nel settore delle droghe. E tutto questo mentre i fondi disponibili aumentavano. Si tratta di un danno profondo per la collettività e per le persone tossicodipendenti”.

Le organizzazioni promotrici hanno denunciato, ancora una volta, l’epurazione compiuta dall’Agenzia nei confronti delle associazioni e cooperative non allineate al volere e agli orientamenti dell’amministrazione, molte delle quali aderenti al CNCA: “Quattro enti appartenenti al CNCA (Parsec, Il Cammino, La Tenda e Magliana 80) hanno fatto la storia del contrasto alle tossicodipendenze a Roma: quasi nessuno in città può contare su un curriculum e competenze dello stesso livello. Per questo gestivano, prima degli ultimi bandi, 10 servizi per 1.700.000 euro di finanziamenti. Ora un solo servizio, gestito da un solo gruppo, per complessivi 105mila euro. E chi ha preso il loro posto? Molto spesso organizzazioni che non sembrano avere un’esperienza adeguata, ma soltanto le relazioni giuste”.

“Chiediamo – concludono don Zappolini e De Angelis – la sospensione degli affidamenti previsti dagli esiti dei bandi, in modo da poter verificare la trasparenza e correttezza delle gare, la chiusura dell’Agenzia comunale per le Tossicodipendenze, ente inutile e dannoso, che assorbe il 20% del budget stanziato, e il riassorbimento delle sue funzioni all’interno del dipartimento Promozione dei servizi sociali e della salute di Roma Capitale.

“Dispiace molto – dichiarano, in una nota congiunta, il presidente dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, Luigi Maccaro, e l’assessore alla Famiglia di Roma Capitale con delega all’ACT, Gianluigi De Palo – dover apprendere del livore polemico con cui alcuni enti non vincitori dei bandi per i servizi dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze si siano oggi scagliati contro l’esito, peraltro trasparente e imparziale, sancito dalle Commissioni esaminatrici. Questi comportamenti non aiutano l’opera di contrasto alle droghe, ma puntano solo a tutelare interessi particolari ormai inveterati.

Il Nuovo Quadro dei Servizi cittadino, al contrario, tiene conto delle esperienze qualificate sviluppatesi in questi anni tanto nel pubblico che nel privato sociale, tali da rendere il nostro sistema un esempio in Europa sul fronte della prevenzione, del recupero, del reinserimento sociale e della promozione di stili di vita sani. L’Agenzia, di fatto, ha semplicemente dato concreta attuazione a questi obiettivi, crediamo, condivisi e condivisibili da tutti.

Il Nuovo Quadro dei Servizi, infatti, non punta più solo alla riduzione del danno, ma va a intercettare i nuovi bisogni della cittadinanza e i nuovi contesti di consumo. Questa è la filosofia con cui sono stati pensati i bandi, i primi dopo 12 anni di affidamento diretto dei servizi. Bandi che, peraltro, vanno a chiudere una stagione in cui, fino al 2009, l’Istituzione e i servizi hanno operato senza alcun mandato istituzionale, per l’assenza del Piano Programma del Consiglio Comunale, e senza la previsione di adeguati sistemi di controllo contabili e amministrativi delle risorse stanziate dall’Amministrazione e utilizzate dagli enti affidatari. Al di là dell’affidamento di questi servizi, resta la disponibilità a collaborare con tutte le realtà del Terzo Settore per costruire strategie e operatività comuni, concludono De Paolo e Maccaro”.

“Dal bando 2012 del Comune – dice il senatore del Pd Francesco Ferrante – emerge con chiarezza come, da parte della Giunta Alemanno, sia in atto un tentativo ideologico di cancellare e punire i tossicodipendenti, secondo la stessa logica della legge Fini-Giovanardi che ha riempito le carceri di persone che fanno uso di droga. Tutti i servizi dedicati a chi ha questi problemi – continua il senatore – costruiti a Roma in anni di lavoro da realtà dell’associazionismo con comprovata esperienza, sono in via di eliminazione per favorire gli amici e gli amici degli amici del sindaco Alemanno”.

“Il Cnca del Lazio – prosegue Ferrante – ha denunciato un’epurazione ideologica da parte della Giunta Alemanno, con l’esclusione di molti dei suoi progetti e delle Comunità di recupero dal bando di finanziamento per i servizi alle tossicodipendenze. Di fatto gran parte dei fondi finiranno in servizi di generica prevenzione che non tengono conto delle centinaia di persone tossicodipendenti di Roma. Io denuncio anche l’assoluta mancanza di trasparenza delle procedure concorsuali che fanno capo all’Agenzia comunale per le tossicodipendenze, alle quali i rappresentanti del Pd nel consiglio comunale non hanno avuto accesso. Sulla questione ho presentato, con i colleghi Roberto Della Seta e Vincenzo Vita, un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri Riccardi e Fornero”.

IL DOSSIER:  Dossier_La_cricca_di_Alemanno_e_Rampelli.pdf

Potrebbero interessarti anche