12:53 | Stop ai benefit a vita per gli ex presidenti della Camera dei Deputati

L’ufficio di presidenza della Camera ha approvato la normativa di attuazione dell’articolo 4 del decreto-legge n°98 del 2011 sulla temporaneità dei benefit delle alte cariche. I benefici per gli ex presidenti della Camera, quindi, non saranno più a vita come avvenuto fino ad oggi.

In particolare si limitano le attribuzioni attualmente spettanti agli ex presidenti per lo svolgimento delle loro attività politico-istituzionali solo per un periodo di dieci anni dalla data di cessazione dalla carica di presidente.

Per quanto riguarda la situazione degli attuali ex presidenti, le predette attribuzioni sono riconosciute per un periodo di dieci anni a decorrere dall’inizio della prossima legislatura a condizione che gli stessi continuino ad esercitare il mandato nella presente legislatura, ovvero che abbiano esercitato l’ultimo mandato nella XV. Una situazione che riguarderà Luciano Violante, Fausto Bertinotti e Pier Ferdinando Casini.

Per coloro che sono cessati dal mandato parlamentare in una data anteriore, tali attribuzioni saranno riconosciute sino al termine della presente legislatura. Una tagliola che riguarderà l’ex presidente Pietro Ingrao e Irene Pivetti.

Davanti al taglio dei benefit, però, la Pivetti non ci sta e contesta la decisione. “E’ il risultato di un clima forcaiolo che non distingue i bersagli. Un assurdo paradosso che, per colpire la casta, finisce per colpire chi con la casta non c’entra nulla, come me o Ingrao, buttando per strada degli onesti lavoratori”.

“Prendo atto, ma è una logica davvero sbagliata e che non capisco -spiega all’Adnkronos-. Io ho accettato il taglio alla mia pensione, anche se avevo versato dei contributi che non riprendero’. Quello era stato un danno economico importante per me, che colpiva le mie tasche. E’ una cosa ingiusta ma pazienza, capisco che siamo in un momento in cui bisogna fare sacrifici. Ma tagliare i benefit degli ex presidenti significa solo tagliare posti di lavoro”.

La Pivetti incalza: “Non si tratta di un intervento per le mie tasche, io non prendo niente per me da quei benefit. Si tratta semplicemente di licenziare qualche persona, tagliare qualche posto di lavoro. Ma abbiamo l’idea che le persone, come nella Russia zarista, sono di proprietà del feudatario o abbiamo rispetto per i lavoratori?”.

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