Sommerso, passaggio obbligato per la sopravvivenza

Lavoro_neroUn valore di 540 miliardi di euro pari al 35% del Pil. Un rapporto dell’Eurispes sui costi e redditi di una famiglia media

 

ROMA – E’ il titolo di una dei capitoli del rapporto sull’economia sommersa presentato oggi a Roma dall’Eurispes e dall’Università di studi politici S. Pio V. L’analisi dell’Istituto presieduto da Gian Maria Fara parte da un interrogativo inquietante: “Com’è possibile che gli italiani, nonostante la concomitanza di fattori tanto svantaggiosi (salari tra i più bassi d’Europa, aumento vertiginoso dei prezzi anche dei beni di prima necessità, ricorso sempre più ampio al credito al consumo, ecc.) e uno scenario economico tanto nefasto, dimostrino tanta pazienza?”.

La risposta dell’Eurispes sta nell’altra ricchezza generata nel nostro Paese da un’economia sommersa legata al lavoro irregolare, al business e ai proventi delle attività criminali. Il Rapporto stima che complessivamente questa economia vale 540 miliardi di euro l’anno, corrispondenti a circa il 35% del Pil ufficiale che è di 1.540 miliardi di euro.

Tra gli effetti patologici creati da questa situazione c’è ovviamente l’evasione fiscale che non coinvolge soltanto coloro che occultano la maggior parte dei loro proventi, o nascondono i loro patrimoni nei paradisi fiscali, ma anche tanti cittadini comuni che lavorano in nero e che utilizzano l’evasione fiscale come ammortizzatore sociale. Costoro generalmente trovano l’alibi alla loro condotta nel contrasto agli effetti della crisi, o nell’eccessivo carico fiscale non compensato dall’offerta di servizi pubblici adeguati.

Tabella_Eurispes

Tradotto in termini familiari, l’Eurispes ha quantificato il costo mensile delle esigenze minime di una famiglia tipo, composta da due adulti e due bambini, che risparmia su tutto ma conduce un’esistenza dignitosa. Sono parchi nel mangiare e privilegiano prodotti economici (pasta, carni bianche, niente acqua minerale e vino di qualità, ecc.); vivono in un appartamento di 85 metri quadri, uno dei due fuma, hanno due telefonini usati per lo più per ricevere, hanno la tv, lo stereo la lavatrice e la lavastoviglie. Comprano pochi libri e dischi e una volta ogni quindici giorni portano i figli al cinema.

Ebbene, Eurispes stima che il costo mensile per i beni essenziali della nostra famiglia di quattro persone è di 30.276 euro l’anno, pari a 2.523 euro al mese. Se si aggiungono spese contenute per comunicazione, arredamenti, tempo libero, sport e imprevisti, la stessa spesa mensile sale a 3.154 euro.

Il reddito medio delle famiglie italiane non arriva a questa cifra. Prendendo alcune categorie di artigiani o impiegati la differenza indicata nella tabella qui a fianco va da un minimo di 390 euro a un massimo di 670 euro al mese.

Come si può sopravvivere? Secondo i dati della Banca d’Italia, ai redditi da lavoro si aggiungono innanzitutto molto spesso altri redditi provenienti dallo Stato o da altre famiglie, fra cui “primeggiano quelle che provengono dai nonni che forniscono in tantissime famiglie aiuti in regali, in denaro e in prestazioni”. Il secondo lavoro in nero è spesso l’altra grande fonte di entrata.

Ma la vera valvola di copertura dello spread tra bisogni e redditi, a livello macroeconomico, è la cosidetta economia non osservata in cui sono ricomprese diverse fattispecie, a cominciare dall’economia sommersa che comprende l’evasione fiscale, l’elusione della normativa lavoristica o il mancato rispetto di regole amministrative. Ci sono poi l’economia illegale, su cui non è neppure necessario soffermarsi, e l’economia informale che riguarda la produzione di beni e servizi leciti ma fuori dal mercato o per autoconsumo.

“Il sommerso – conclude l’Eurispes – come ammortizzatore sociale e nello stesso tempo come emblema di una società nella quale prevale una ‘doppia articolazione della morale’ che unisce silenziosamente cittadini e classe dirigente , impegnati ambedue ad affermare e tutelare  la propria autoreferenzialità”:

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