Porto di Fiumicino, le possibili via di uscita

Porto_turistico_FiumicinoStop ai lavori di costruzione del porto. L’altro socio Italia Navigando risolve il contratto. Le due soluzioni sul tappeto


ROMA – Dopo Imperia, le cose si mettono male per Acqua Marcia anche a Fiumicino. Le disavventure giudiziarie e soprattutto finanziarie del gruppo hanno determinato di fatto una situazione di stallo assoluto nei lavori di costruzione del nuovo porto turistico che ormai ha superato i 18 mesi.

In queste condizioni, anche l’altro socio di riferimento col 30% della società Iniziative Portuali (IP) concessionaria del porto, cioè Italia Navigando del gruppo Invitalia (la maggioranza appartiene con il 58% alla Marina di Fiumicino del gruppo di Francesco Bellavista Caltagirone e da questi “girata” recentemente al fondo lussemburghese Fon.Sia), ha preso atto della situazione che rischia di compromettere la conclusione dei lavori nei tempi previsti dalla concessione. Ha avviato di conseguenza iniziative per risolvere consensualmente il contratto con cui la stessa IP aveva affidato nel 2010, senza gara, la costruzione dello scalo turistico all’impresa Acquatirrena dello stesso gruppo Acqua Marcia.

A questo punto dunque, risolto il contratto di appalto, tocca ricominciare tutto daccapo. Le strade possibili per riavviare un’opera strategica per l’economia e l’occupazione del Lazio, sembrano soltanto due. O la IP bandisce direttamente una gara europea per la costruzione del Porto della Concordia, ma a questa soluzione ostano le stesse cause, soprattutto finanziarie, che hanno determinato fin qui l’impasse. Oppure si affida la gestione del nuovo corso al socio pubblico, cioè a Italia Navigando, in grado di pilotare la nuova licitazione a livello europeo.

Già, ma non disponendo della proprietà della stazione appaltante (IP), come fa Italia Navigando a gestire l’operazione? Da notizie attinte direttamente sul campo da romacapitale.net e sulla base di autorevoli pareri giuridici, una possibile via d’uscita potrebbe essere questa. La Marina di Fiumicino (a chiunque formalmente appartenga), consapevole del cul de sac in cui si è cacciata, sindaca un proprio pacchetto di azioni di IP insieme a quelle di Italia Navigando, fino a raggiungere in capo a quest’ultima la maggioranza assoluta della società concessionaria (senza escludere che anche i soci di minoranza Rinaldi e Tramontano, ridotti a più miti consigli, possano sindacare i loro voti).

In questo modo forse si riuscirebbe a fare tutti contenti. Italia Navigando prende in mano il comando dell’operazione che l’ha vista coinvolta fin dall’inizio, dando certezza e trasparenza alla partecipazione, come si conviene ad un soggetto pubblico. Acqua Marcia intravede la possibilità di incassare tramite la Marina di Fiumicino circa due terzi degli utili che risulteranno a lavori ultimati. Regione Lazio, Provincia di Roma e Comune di Fiumicino vedranno realizzato un progetto su cui si sono spesi abbondantemente finora senza alcun frutto.

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