Alla Sapienza il caso di un altro professore assenteista

univ._La_SapienzaL’ex presidente di cardiologia, Fedele, in due anni ha partecipato solo due volte alle commissioni di esame

ROMA – Non c’è solo il caso del rettore della Sapienza, Luigi Frati, diffidato da alcune sigle sindacali per assenteismo e conflitto di interesse tra la carica di rettore e quella di primario.

A cadere stavolta nel mirino di alcuni osservatori è il professor Francesco Fedele, ordinario di malattie dell’apparato cardiovascolare presso l’Università degli studi di Roma «La Sapienza».

Il professore, ex presidente della Società italiana di cardiologia, è attualmente anche direttore del Dai (Dipartimenti ad attività integrata) di Malattie cardiovascolari e respiratorie. Nell’espletamento delle sue funzioni risulta che Fedele negli ultimi due anni, dal 10 febbraio 2010 al 22 febbraio 2012, ha partecipato soltanto tre volte (10 febbraio 2010, 10 aprile 2010 e 22 febbraio 2012) alle commissioni di esame su ben 19 appelli effettuati, non adempiendo pertanto ai suoi prioritari obblighi istituzionali, così come previsto dall’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382.

francesco_fedele_cardiologo

Secondo infatti tale decreto “Fermi restando tutti gli altri obblighi previsti dalle vigenti disposizioni, i professori ordinari per le attività didattiche, compresa la partecipazione alle commissioni d’esame e alle commissioni di laurea, devono assicurare la loro presenza per non meno di 250 ore annuali distribuite in forma e secondo modalità (…). Sono altresì tenuti ad assicurare il loro impegno per la partecipazione agli organi collegiali e di governo dell’Ateneo secondo i compiti previsti per ciascuna fascia. I professori a tempo pieno sono tenuti anche a garantire la loro presenza per non meno di altre 100 ore annuali per le attività di cui al successivo comma quarto e per l’assolvimento di compiti organizzativi interni”.

Non solo. Da una corposa documentazione pervenuta al senatore Salvatore Piscitelli (Gruppo Coesione Nazionale) risulta che il professor, dall’atto della sua nomina ad oggi, non avrebbe mai convocato il comitato del Dai, bloccando, di fatto, il funzionamento dell’organo collegiale che dovrebbe coordinare, trasformandolo così in uno strumento di potere personale.

Di fatto, aggiunge il senatore, Fedele deciderebbe arbitrariamente in merito ad assunzioni, trasferimenti e circa tutti i necessari cambiamenti dell’azienda, senza rispettare la volontà e la professionalità dei singoli direttori e disattendendo, inoltre, anche quanto preposto dal preside pro rettore vicario.

Il tutto con il beneplacito degli organi superiori accademici e aziendali, che, infatti, pur informati delle inadempienze del professor, non hanno preso alcun provvedimento a carico dello stesso. È con queste premesse che Piscitelli chiede ai ministri dell’Università e della Salute, quali iniziative intendano adottare in merito ai comportamenti del professore, dai suoi stessi colleghi (così come riferisce il senatore) definito personalità autocratica, arrogante, autoreferenziale, affinché venga rispettata la normativa vigente.

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